Tutte le accuse respinte al mittente «Non c’è alcuna discriminazione Il territorio centese è stato tutelato»
CENTO. «L’operazione di fusione è avvenuta nel rispetto delle procedure di legge e, soprattutto, nell’assoluta tutela dei livelli occupazionali preesistenti, non avendo comportato esuberi di personale». Attraverso una nota, Credem replica alla manifestazione sincadale, sottolineando che con l’incorporazione di Caricento «è stato tutelato il territorio centese, mantenendo la sede di lavoro locale, senza trasferimenti di persone da Cento a Reggio Emilia».
trattamenti estesi
Poi si entra nel dettaglio delle condizioni contrattuali: «Ai nuovi colleghi, provenienti dalla Cassa di Risparmio di Cento, è stato esteso il trattamento economico valido per gli oltre 6.000 dipendenti Credem, comprensivo, tra gli altri, di un ampio piano di welfare aziendale integrativo, così come di un sistema incentivante storicamente molto più favorevole di quello della Cassa. L’operazione non ha comportato quindi alcuna discriminazione ma, anzi, si evidenzia come le stesse organizzazioni sindacali nazionali abbiano rifiutato tutte le proposte avanzate da Credem volte ad assicurare un progressivo allineamento, su più anni, al contratto integrativo del Gruppo». Inoltre, al personale ex Caricento è stato riconosciuto l’intero premio welfare 2021, nonostante la decorrenza della fusione da luglio.
«altroché silenzio»
«Stupisce e si contesta – si aggiunge nella nota – il pretestuoso riferimento al “silenzio assordante” di Credem quando, anche attraverso incontri periodici, le stesse organizzazioni sindacali sono state informate dell’importante piano di formazione posto in essere dal Gruppo, sia prima della fusione come ancora adesso (235 corsi organizzati, per oltre 1.000 giorni di formazione), così come del personale Credem messo a disposizione, sia in loco che in “remoto”, per l’assistenza ai colleghi. Si ricorda infine che, stante un contesto italiano in cui la riduzione degli organici è componente principale di tutti i piani strategici dei maggiori gruppi bancari italiani, il Gruppo Credem, oltre ad offrire una garanzia di solidità a livello dei migliori istituti creditizi di tutta Europa, così come testimoniato dall’esito dei recenti stress test della Bce, si è mosso sempre in direzione opposta, aumentando gli organici di quasi il 15% nel corso degli ultimi 10 anni, continuando ad investire in formazione ed assumendo nuove persone e professionalità».
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