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l’archivio della mEmoria 

Una settimana di terrore A Frassinelle 84 morti

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Una breve cronaca di quei tragici giorni del novembre 1951 come è stata presentata nell’Archivio della memoria di San Bellino.

Domenica 11. Vittime del maltempo nella zona del Vercellese. Prime preoccupazioni per il Polesine, il mare Adriatico non riceve le acque del grande fiume che cresce di circa 3 centimetri l’ora.

Lunedì 12. Il Po supera il livello di guardia; alle ore 8 viene invasa dalle acque l’isola di Polesine Camerini nel Delta, in 3.000 devono sfollare.

Martedì 13. Continua a piovere intensamente e il mare non riceve in presenza di una forte mareggiata. Il Po inonda la Bassa Mantovana. Il fiume è a 4.19 metri sopra il livello di guardia all’idrometro di Castelmassa. Alle ore 20 a Pontelagoscuro arriva l’enorme flusso d’acqua che era atteso. Un argine di Golena a S. Maria Maddalena cede. A Occhiobello si lavora per dare la “laga” sull’argine.

Mercoledì 14. La situazione si aggrava. Dalle ore 7 alle 9 le acque aumentano di tre centimetri all’ora, mentre dalle ore 9 alle alle 10 è di quattro centimetri. Alle ore 12.30 il livello del fiume è di circa 4.30 metri sul livello di guardia. Fontanazzi a Pontelagoscuro. Poco dopo le 19 il Po rompe a Paviole, tra Canaro e Occhiobello, con una breccia di circa 240 metri. Alle 20.45 nuovi varchi a Bosco e a Malcantone di Occhiobello con 516 metri di argine distrutto.

Giovedì 15. Alle ore 3 un camion carico di sfollati viene raggiunto dalle acque a Frassinelle, muoiono 84 persone. Alle ore 14 rotta ad Arquà.

Venerdì 16. Alle ore 12 40 giunge a Rovigo il presidente del consiglio Alcide De Gasperi. Alle ore 17 arriva l’ordine di abbandonare il capoluogo. Alle 24 l’acqua è a Rovigo.

Sabato 17. Adria è tutta sommersa, in 30.000 sono circondati dalle acque.

Domenica 18. Arriva il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Il Po comincia a decrescere.

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