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Il ricordo di raffaele rinaldi 

Senzatetto trovato morto Viale K gli propose l’aiuto ma lui disse “no grazie”

Senzatetto trovato morto Viale K gli propose l’aiuto ma lui disse “no grazie”

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«Caro Valentin, avevi detto che a breve saresti andato via: lo hai fatto, ma pagando un prezzo troppo alto»: Raffaele Rinaldi, il direttore dell’associazione Viale K lo aveva conosciuto, incontrato, là a ridosso del Boicelli, dietro al Petrolchimico, Valentin, 72 anni, moldavo. Lì dove viveva e dove lo hanno trovato senza vita, nella serata di venerdì scorso. La notizia della sua morte, per una beffa della sorte che ha coinciso con al Giornata mondiale dei poveri, celebrata ieri ha suscitato commozione e rabbia. Lo riconosce lo stesso Rinaldi nel post che ha pubblicato dopo la notizia della sua scomparsa: «Ho appreso che hanno trovato Valentin, rannicchiato su se stesso, freddo, senza vita, tra le sue poche cose nel crepuscolo della sera»

Ricorda Rinaldi che «lo andai a trovare con la Protezione Civile battendo i sentieri sterrati e nascosti della lontananza» nel suo rifugio-bivacco alla fine dello sterrato che si apre da via Michelini. «Mi trovai di fronte ad un uomo umile, che si faceva bastare quello che aveva, non chiedeva altro se non lavorare qua e là nelle nostre campagne e tornare di tanto in tanto a casa». E ricorda Rinaldi che «oltre alla tristezza che si fa strada nel cuore e nel ricordo, brucia di nuovo il conflitto tra la disponibilità a venire in aiuto e la libertà di dire "no grazie, signore"». La presenza di Valentin era stata segnalata da abitanti di via Marconi. E subito Rinaldi si era attivato, ma gli disse lì nel suo bivacco «mi scusi signore, metto tutto a posto», rifiutando poi l’aiuto che Viale K e le strutture di accoglienza in città propongono ai Valentin che vivono in strada. E allora a monito di questo dramma restano le parole di Papa Francesco, pronunciate ieri: «La Giornata mondiale dei poveri che stiamo celebrando ci chiede di non voltarci dall’altra parte, di non aver paura a guardare da vicino la sofferenza dei più deboli. Spesso costretti alla povertà, vittime dell’ingiustizia e della disuguaglianza di una società dello scarto, che corre veloce senza vederli e li abbandona senza scrupoli al loro destino».

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