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il dopo caricento 

Sindacati contro Credem «Siamo stati scavalcati»

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CENTO. Hanno manifestato in piazza Guercino sabato mattina e ora replicano al comunicato di Credem, che respingeva le accuse punto per punto. Tornano a farsi sentire i sindacati Fabi, Fisac-Cgil, First-Cisl e Unisin in merito alle problematiche che stanno vivendo i dipendenti ex Caricento assorbiti nel corso dell’estate nel gruppo bancario con sede a Reggio Emilia.

«Stupisce lo stupore di Credem – è l’esordio delle sigle sindacali –. Evidenziamo che l’asserito “progressivo adeguamento” di cui parla la banca era la richiesta alle organizzazioni sindacali di condividere e accettare il taglio degli stipendi e dei contributi previdenziali ai lavoratori ex Caricento, cioé esattamente il motivo per il quale contestiamo il comportamento di Credem. Nelle altre fusioni recenti di aziende sane, anche ben più rilevanti, c’è stato il rispetto e il mantenimento degli accordi in essere».

Per quanto riguarda il sistema incentivante, i sindacati segnalano che «è una pratica unilaterale dell’azienda non condivisa con noi. Il fatto che le organizzazioni sindacali siano state informate della fase di integrazione non significa che il Credem abbia condiviso con noi le scelte, che abbia tenuto in considerazione le nostre istanze e che soprattutto ci abbia fornito le risposte necessarie».

Tema centrale, il piano formativo: «È insufficiente – si sostiene nella nota – e ha causato seri problemi alle lavoratrici, ai lavoratori e di conseguenza alla clientela, che ha riversato sul personale tutto il suo disappunto per i disservizi venutisi a creare».

Per quanto riguarda la certificazione rilasciata da una società privata, concludono i sindacati, «riscontriamo che certamente Credem non è candidato al premio per le migliori relazioni sindacali nel settore».

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