Cento, ecografo digitale donato all’ospedale Strumento prezioso in tempi di pandemia
Lo strumento regalato dal Rotary costa ben 37mila euro e permette gli esami direttamente al letto dei pazienti
LA STORIA
Ancora un service – ossia una donazione – a favore della sanità centese da parte del Rotary della città del Guercino. Il club della ruota, infatti, guidato in questa annata da Carlo Negrini, ha effettuato la consegna di un ecografo digitale all’ospedale Santissima Annunziata di Cento, destinato specificamente all’Unità operativa di Medicina interna, diretta dal professor Giorgio Zoli.
Le motivazioni alla base dell’iniziativa benefica sono molteplici. La prima è legata alla volontà di rafforzare i servizi, e dunque la loro qualità, dell’ospedale centese con questa nuova strumentazione, di assoluta avanguardia, destinata anzitutto a effettuare una diagnosi precoce delle polmoniti interstiziali in pazienti affetti da Covid-19.
Sarà, inoltre, possibile un monitoraggio evolutivo quotidiano delle polmoniti interstiziali, limitando così al minimo l’utilizzo di Rx e Tac. Ulteriori vantaggi sono rappresentati dal mantenimento della divisione fra percorso “sporco” (pazienti Covid positivi) e “pulito” (pazienti Covid negativi) garantendo, grazie all’ecografo portatile, l’esecuzione degli esami al letto dei pazienti Covid positivi, senza che debbano spostarsi all’interno dell’ospedale e soprattutto nel reparto radiologia dove, per forza di cose, accedono tutti i pazienti.
anche per corsi
L’apparecchiatura sarà poi utilizzata per lo svolgimento di corsi periodici di formazione rivolti ai medici Usca sul campo, dando la possibilità ai radiologi di eseguire la parte pratica del corso direttamente al letto dei pazienti. Tutto questo comporterà una continuità di utilizzo, anche in fase post Covid, per la diagnosi e il follow up di pazienti allettati o con mobilità ridotta affetti da patologie diverse divenendo quindi strumento estremamente utile e flessibile anche in futuro.
L’ecografo digitale Siemens Acuson Juniper, oggetto della donazione, ha un valore commerciale di circa 37mila euro, giusto per far capire la portata del gesto. «Si tratta di uno strumento assolutamente indispensabile per una Unità operativa di Medicina interna - conferma il professor Zoli, che ne illustra poi i benefici -: Permette di effettuare diagnosi in tempo reale già al letto del paziente. È di fondamentale importanza, oltre che nella diagnostica addominale, anche, come ci ha insegnato la pandemia da Covid 19, nella valutazione e gestione della insufficienza cardio-respiratoria e, quindi, nel monitoraggio dello scompenso cardiaco e delle patologie respiratorie acute. Oltre a ciò, permette di effettuare in sicurezza manovre relativamente invasive, come paracentesi e toracentesi».
SOLIDARIETà CONTINUA
Come si accennava, il Rotary di Cento è alla terza donazione, avendo acquistato nell’ultimo triennio, sempre per l’Ospedale Santissima Annunziata di Cento, due ventilatori polmonari con relativi accessori, altri strumenti molto utili nella pratica quotidiana di un ospedale quanto, in particolare, nella gestione della pandemia da Covid.
Il sodalizio Rotary è nato a Cento nel 1957, conta attualmente settanta soci (fra imprenditori, professionisti e dirigenti) ed è da sempre particolarmente vicino alla comunità locale, alla quale ha donato e dona non solo attrezzature, ma anche veri e propri progetti di crescita, come ricordato dal presidente Negrini che durante l’incontro ha espresso «gratitudine per questo nuovo risultato». Di rilievo anche i suoi interventi di natura solidaristica, di recupero delle opere d’arte della città e di sostegno della formazione scolastica e professionale.
«Grazie al Rotary di Cento e a Rotary Foundation per l’acquisizione di questa importante apparecchiatura, che consente un uso multidisciplinare, nei percorsi di pazienti Covid e non solo», ha dichiarato la direttrice generale dell’Ausl, Monica Calamai, presente alla consegna dell’ecografo insieme al neoeletto sindaco di Cento, Edoardo Accorsi, che ha concluso spiegando come «si tratta di un bell’esempio di co-responsabilità diffusa, in un’ottica di miglioramento dei servizi sanitari».
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