Omicidi in corsia Infermiera assolta e caposala “libera”
Decisione della corte d’appello di Ravenna Né lei né il medico andranno a processo
IL VERDETTO
Una sentenza inaspettata. Erano imputati in conseguenza del processo a Daniela Poggiali, ma l’ex infermiera dell’ospedale Umberto I di Lugo è stata assolta, così cadono le accuse di cui erano stati chiamati a rispondere la sua superiore e il medico che avevano la responsabilità dei reparti dove la donna lavorava. Il primario Giuseppe Re e la caposala Cinzia Castellani, copparese e nel frattempo andata in pensione, sono stati assolti perché il fatto non sussiste, prim’ancora dell’inizio del dibattimento. È questa la novità: la corte d’assise di Ravenna ieri ha pronunciato un’insolita sentenza, fondata sull’articolo 129 del codice di procedura penale, concludendo immediatamente il giudizio, dove Re e la Castellani erano accusati di omicidio volontario con dolo eventuale, perché, pur di fronte ai numerosi segnali di allarme, secondo la procura ravennate, non avevano adottato tutte le misure in loro potere per scongiurare il decesso di Rosa Calderoni, 78 anni, morta l’8 aprile del 2014. Ma quest’impostazione, che portò a un ergastolo in primo grado, si è infranta contro tre assoluzioni di altrettante corti d’appello, l’ultima arrivata in concomitanza con un analogo verdetto per un secondo omicidio, quello del paziente 94enne Massimo Montanari. La corte di Ravenna ha un mese di tempo per motivare il provvedimento. La pronuncia è arrivata nell’udienza in cui si doveva decidere se il processo dovesse partire o essere rinviato. Procura e parti civili (i due figli di Calderoni e l’Ausl Romagna) avevano chiesto di celebrare il dibattimento, mentre le difese avevano chiesto un rinvio a marzo, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di appello, quando si sarà capito se sarà o meno impugnata.
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