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Sant’Agostino, la chiesa riavrà il suo organo «Dedicato ai cittadini che l’hanno voluto»

Samuele Govoni
Sant’Agostino, la chiesa riavrà il suo organo «Dedicato ai cittadini che l’hanno voluto»

L’obiettivo è inaugurare lo strumento a inizio 2022. Il parroco: il sisma l’ha massacrato, ma lo stiamo rifacendo 

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LA STORIA

Samuele Govoni

A dieci anni dal terremoto l’organo di Sant’Agostino tornerà a suonare. «Malgrado i gravi danni inferti dal terremoto del 2012 non ci siamo persi d’animo e parallelamente alle opere di restauro della chiesa abbiamo lavorato per rimettere in sesto anche l’imponente strumento musicale», sono le parole di don Gabriele, parroco di Sant’Agostino che intravede la fine di un percorso lungo e complesso. L’obiettivo è quello di inaugurare l’organo a primavera.

PASSATO E PRESENTE

All’inizio degli anni Duemila Lauro Bruno Lodi, residente a Sant’Agostino, volle donare l’imponente strumento alla comunità in memoria dei suoi genitori. Un’opera apprezzata da tutti che però venne massacrata dalle scosse del 2012. «I detriti - prosegue il parroco - si infilarono nelle canne e le pietre compromisero la consolle, in più la Soprintendenza voleva rimuoverlo prima di cominciare il restauro».

Le operazioni di smontaggio e rimozione furono possibili grazie ad una donazione effettuata da Lidia Bonsi, moglie di Lodi. Parallelamente ai lavori di restauro della chiesa, l’organaro Daniele Michelotto, ha lavorato allo strumento. «Ciò che poteva essere recuperato è stato recuperato e il resto rifatto. Non è stato semplice, l’organo è uno strumento particolarmente complesso ma ora, dopo anni di lavoro, iniziamo a vedere la fine dell’opera». In chiesa è iniziato l’assemblaggio. Seguendo le disposizioni della Soprintendenza l’organo è stato riposizionato sopra nella bussola sopra l’ingresso. Lungo il percorso la parrocchia e Michelotto sono stati seguiti anche da Francesco Finotti, esperto di Ferrara che si è occupato di tutta la parte tecnica. «In questi dieci anni di cose ne sono successe parecchie, alcune anche tristi. Lauro Bruno Lodi è deceduto e anche la moglie se ne è andata poco dopo di lui. Abbiamo deciso di dedicare l’organo anche a loro due, oltre che ai genitori di lui, perché se questo strumento esiste è soprattutto merito loro», conclude don Gabriele.

la chiesa

Riaperta a gennaio 2020, dopo tre anni di lavori, la chiesa di Sant’Agostino si prepara dunque a chiudere definitivamente i conti con il terremoto. Gli interventi di recupero, consolidamento e restauro sono costati in tutto due milioni e trecentomila euro; una parte di questi provenienti dal fondo per la ricostruzione e un’altra dall’assicurazione. L’altare è stato ricostruito e alcune delle opere interne come quadri e statue sono state recuperati. Tra poco anche l’organo tornerà a suonare. Un traguardo non scontato, atteso da tutta la comunità e anche da chi non c’è più.

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