Anguille, pesce magico verso i Sargassi con i “timbri” del Parco
Saranno mille gli esemplari liberati dopo la marcatura Ieri la seconda giornata con il “via” a un centinaio di animali
Marcello Pulidori
Comacchio. L’anguilla europea (Anguilla anguilla) è una specie a rischio di estinzione, tanto che dagli anni Settanta la popolazione europea si è ridotta di quasi il 99%. Le cause sono molteplici e, come scrive in una nota il Parco Delta del Po, «intervengono in diverse fasi del complesso, e per alcuni aspetti misterioso ciclo biologico di questo animale: dalla pesca eccessiva alle dighe lungo i fiumi, dal cambiamento climatico alle specie aliene. Per la conservazione dell’anguilla europea, l’Ente Parco in collaborazione con l’Università di Ferrara, si occupa della conservazione di questa specie da molti anni. Da quest’anno inoltre, il Parco è partner del progetto Lifeel, finanziato dalla Unione Europea, il primo progetto europeo per la conservazione dell’anguilla, concepito a scala dell’intero bacino del fiume Po. Nell’ambito di questo progetto, a partire dal mese di novembre fino al 2023, è previsto il rilascio di almeno 1.000 esemplari da parte del Parco per permetterne il ritorno al Mare dei Sargassi, il sito riproduttivo delle anguille europee, a quasi 10mila km di distanza dalle nostre coste. Il primo rilascio del 2021, avvenuto il 10 novembre, ha visto la liberazione di un centinaio di esemplari, cosi come la seconda giornata avvenuta ieri».
Seguiranno altri due eventi di liberazione delle anguille, indicativamente a fine novembre e a dicembre, prima delle festività natalizie.
Gli esemplari rimessi in libertà sono tutti contrassegnati con marche esterne di colore verde recanti un numero progressivo e il riferimento al sito web di progetto.
La marcatura degli animali permette di identificare le rotte migratorie, attraverso le segnalazioni raccolte in caso di cattura o ritrovamento. Se viene avvistato o catturato un esemplare con la marcatura, è necessario segnalarlo sul sito del progetto https://lifeel.eu/ (cliccando sul logo “Lifeel alert”) o contattare Mattia Lanzoni (Università di Ferrara) alla mail mattia.lanzoni@unife.it o il professor Oliviero Mordenti (Università di Bologna). Per effettuare la segnalazione è utile scattare una foto dell’animale e annotare il numero dell’etichetta. Una volta annotati i dati, è necessario rilasciare l’esemplare in libertà per assicurarne la riproduzione e per aumentare l’efficacia della raccolta dei dati.
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