Il dipinto ritrovato L’opera di Barbieri donata al Comune «Valore immenso»
Il quadro è stato realizzato dal fratello del Guercino Lorenzini: sarà temporaneamente esposto in San Lorenzo
CENTO. Il prezioso capolavoro di Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino, diventa patrimonio della città. A donare il dipinto “Argenti e paramenti vescovili” al Comune di Cento, sono l’associazione Amici della Pinacoteca Civica di Cento e l’associazione Imprenditori centesi per la cultura, attraverso Cristina e Gianni Fava. Appassionati collezionisti di opere d’arte e grandi sostenitori della cultura centese, sono loro ad averlo scoperto con grande sorpresa ed emozione, tra i tanti dipinti presenti alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze del 2019.
L’ANTICIPAZIONE
Ieri in sala Zarri l’anticipazione, in attesa dalla cerimonia ufficiale di consegna che si terrà sabato 11 dicembre alle 11 nel Salone di rappresentanza di Credem Banca a Cento. Presenti ieri, il sindaco Edoardo Accorsi, l’assessore alla cultura Silvia Bidoli, il direttore dei Musei Civici di Cento Lorenzo Lorenzini, Cristina Grimaldi Fava (presidente associazione Amici della Pinacoteca) e Stefano Borghi (presidente associazione Imprenditori centesi per la cultura). A fare gli onori di casa il sindaco Accorsi: «La donazione di questa opera, uno dei primi atti adottati da questa giunta, è motivo di grande gioia. Un immenso valore artistico e culturale che Cento riceve in dono, che diverrà ancor più prezioso alla riapertura della Pinacoteca Civica. Questo quadro troverà spazio nelle sue sale recuperate. I centesi, e non solo, avranno la possibilità di ammirare questa stupenda opera. Poter accedere ad una tale offerta artistica e culturale, non farà che migliorare la qualità della vita della comunità». A nome di tutta la città e con parole sentite, Accorsi ha ringraziato chi ha reso possibile la donazione, Cristina e Gianni Fava, Stefano Borghi e le due rispettive associazioni che hanno acquistato il dipinto. Il grazie anche dell’assessore alla cultura Silvia Bidoli: «Cento riceve un dono veramente prezioso. Fratello minore del Guercino, Paolo Antonio Barbieri si era specializzato nella rappresentazione di nature morte, e con un tocco elegante e preciso ha realizzato 42 opere, in gran parte perdute. Per questo, l’opera ha un valore inestimabile e, grazie alla famiglia Fava, agli imprenditori e agli amici della Pinacoteca, potremo condividerla e renderla fruibile a tutti». Un’operazione che dimostra l’importanza della sinergia tra pubblico e privato. Le due associazioni donatrici, che operano fin dal 1986 per la promozione culturale, etica e civica della comunità centese, non hanno voluto perdere questa occasione.
L’OPERA
Come riferito dal presidente Stefano Borghi, sono davvero tante le attività realizzate nel tempo dall’associazione Imprenditori centesi per la cultura. Indescrivibile l’emozione provata nel trovarsi di fronte, all’improvviso e in maniera inaspettata, ad un’opera realizzata dal Paolo Antonio Barbieri, affezionato fratello minore del famoso Guercino. A raccontare la scoperta, proprio Cristina Grimaldi Fava, evidentemente emozionata: «Siamo entrati nello stand di Alessandra Di Castro, grande antiquaria romana, oggi presidente dell’associazione Antiquari d’Italia. E quando ci siamo trovati di fronte a questo dipinto, è stato come una folgorazione. Il cuore ha cominciato a battere forte. Il dipinto venne documentato e descritto nell’inventario fatto nel 1719 dai pronipoti del Guercino che lo ereditarono. In seguito è andato disperso fino a quando è stato pubblicato nel 1984 dal Salerno con foto in bianco e nero, nel 1986 da Prisco Bagni, e infine nel 2000 da Daniele Benati nel suo libro dedicato alla natura morta in Emilia Romagna. Poi il dipinto è tornato “invisibile”, fino al nostro “incontro”». Fratello minore del Guercino, e a lui molto caro, Paolo Antonio (1603–1649) lavorò nella bottega dedicandosi alla natura morta: «Insieme cominciarono a redigere il famoso “Libro dei conti” dal 1629 al 1649. Poi Paolo Antonio morì improvvisamente».
DONO STRAORDINARIO
È stato straordinario ritrovare questa sua opera dal titolo “Argenti e paramenti vescovili”, una natura morta unica nel suo genere, riconoscibile per la qualità straordinaria della pittura, per i colori smaglianti, la notevole dimensione e la rarità. Dei 42 dipinti di Paolo Antonio, questa è la seconda opera nota. Si conosce soltanto un altro dipinto documentato, la famosa Spezieria, eseguita nel 1637 e oggi conservata nella Pinacoteca di Spoleto. A conferma del valore del dipinto, il direttore dei Musei Lorenzini: «Un dono straordinario, un’opera finita, di grandissima qualità, un dipinto raro del fratello del Guercino, che andrà ad arricchire il già preziosissimo patrimonio di dipinti della Pinacoteca di Cento. Nell’ambito del progetto, impostato dal mio predecessore Fausto Gozzi e dal presidente del Centro Studi Guercino Salvatore Amelio, il quadro in Pinacoteca andrà a completare la sezione che riguarda la bottega, gli allievi, i collaboratori del Guercino. In attesa, l’opera sarà collocata nella sala Mazzonis all’interno della Pinacoteca Provvisoria San Lorenzo». Qui verrà collocato, in un contesto ad hoc, accanto alle quattro nature morte – due opere attribuite a Paolo Antonio e due attribuite a Pier Francesco Cittadini, detto il Milanese – che, se tutto andrà bene, riporteremo a Cento dal Palazzo Ducale di Sassuolo, dove sono custodire dal 2012.
Beatrice Barberini
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