Il farmaco arriva a casa La novità di Afm rivoluziona il business
Marcello Pulidori
Niente coda dal medico, niente fila in farmacia e, soprattutto, nessuna necessità di uscire. Afm annuncia il nuovissimo servizio dei “farmaci a domicilio” destinato a rivoluzionare il business delle 11 farmacie comunali.
L’annuncio è arrivato ieri mattina per voce dell’amministratore unico della Holding Ferrara Servizi, Luca Cimarelli, accanto al quale c’erano l’assessore alle politiche sociali Cristina Coletti e la direttrice generale di Afm, Paola Nocenti.
Un servizio, quello dei farmaci a domicilio, non soltanto utilissimo, ma che segna anche un altro passo in avanti a favore delle utenze deboli, in particolare anziani e persone debilitate che così con una telefonata potranno “ordinare” le medicine e vedersele consegnare a casa. In caso di ricetta, l’addetto di Afm provvederà a portare la prescrizione del medico al farmacista il quale ne vaglierà la regolarità, per poi dare il via libera alla consegna a casa.
Il servizio è aperto a tutti i cittadini ma è chiaro che alla farmacia è comprensibilmente assegnato un compito di selezione dei bisogni. Le medicine arrivano, dunque, direttamente sulla porta di casa, un modello di servizio molto apprezzato soprattutto in questi tempi di pandemia.
Altra novità importante, illustrata sempre ieri da Cimarelli: il container a fianco della farmacia Porta Mare sarà adibito a punto tamponi 7 giorni su 7.
Afm Farmacie Comunali di Ferrara (srl) è una società di proprietà al 20% del Comune di Ferrara e al 80% della Holding Ferrara Servizi di cui lo stesso Luca Cimarelli è amministratore unico. Afm – ha detto ieri Cimarelli – «è sempre più impegnata nel rispondere ai bisogni di salute e benessere dei cittadini di Ferrara e consegna alle 11 farmacie comunali un ruolo a livello di quartiere perché siano il primo presidio in grado di rispondere alle esigenze e alle richieste dei cittadini. Le 11 farmacie comunali – ha detto ancora Cimarelli – sono un centro di riferimento per la salute, e costituiscono una rete diffusa sul territorio cittadino in grado di erogare servizi di qualità elevata e ad alto contenuto professionale nella sfera – ha quindi concluso Cimarelli – sia sanitaria che sociale».
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