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controlli di polizia sui ragazzi 

Aveva un coltello in tasca «È la generazione Netflix»

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Il pestaggio di piazza Ariostea è solo la punta di un iceberg di un problema che c’è, di ragazzi e ragazzini ormai senza regole, tanti minorenni 14/15enni che si atteggiano spavaldi, si improvvisano “pusherini” (nel senso di spacciatori di poca droga) e addirittura piccoli boss nei gruppi di coetanei. Tanto che per loro, gli inquirenti azzardano anche una nuova definizione: “generazione Netflix”. Nessuna velleità sociologica, sia chiaro, ma aderenza ai fatti.

Perchè come spiegano, «allarme sì, ma niente allarmismi». Infatti, gli stessi inquirenti, durante le indagini su piazza Ariostea hanno svolto accertamenti e controlli nelle zone maggiormente frequentate dai giovani e giovanissimi ragazzi della movida ferrarese. E da uno di questi, serata di lunedì scorso, si sono imbattuti in un ragazzino di 15 anni che girava con un coltello infilato nella cintura dei pantaloni in Corso Porta Reno - è estraneo ai fatti di Piazza Ariostea, sia chiaro - ma questo episodio non fa altro che confermare atteggiamenti e comportamenti border-line da fermare sul crescere. Non a caso quando il ragazzino con coltello è stato portato in questura, gli stessi genitori sono rimasti stupefatti e hanno concordato con la Polizia: linea dura fin dal nascere del problema. Il ragazzino è stato riconsegnato ai genitori (ovviamente non eviterà problemi per quel porto d’armi ingiustificato) e si stanno valutando altri provvedimenti. Del resto il Daspo deciso contro i 4 aggressori (vedi sopra) è uno degli strumeti più incisivi contro questi nuovi “bad boys” della Generazione Netflix: si vieta loro di andare o stare in luoghi dove si ritrovano le compagnie di amici. I Daspo, per questi ragazzini, sembrano funzionare.

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