Morte nell’incidente Dinamica dello schianto ancora poco chiara
Sì all’autopsia sui corpi di Paola Carrozza, 21 anni, e Marialuisa Sibilio, 20 anni Restano gravi ma stabili le condizioni di Elisa Di Bona, l’unica sopravvissuta
Annarita Bova
ARGENTA. La curva, l’asfalto bagnato e l’auto che è diventata impossibile da governare e ha invaso la corsia opposta, dove si è schiantata violentemente contro un albero a bordo carreggiata. Un’altra auto stava arrivando proprio in quel momento ma i due mezzi si sarebbero appena toccati. È proprio sulla dinamica dell’incidente in cui sono morte Paola Carrozza, 21 anni di Argenta, e Marialuisa Sibilio, 20 anni di Alfonsine, che stanno lavorando gli inquirenti perché ancora qualcosa non quadra e nella tragedia ci sarà anche un ulteriore peso da sostenere: quello della responsabilità. Una delle due ragazze è stata sbalzata all’esterno dell’abitacolo, l’altra è stata estratta dai vigili del fuoco perché incastrata tra le lamiere. Elisa Di Bona, 21 anni di Anita, era alla guida della Mitsubishi Colt bianca e si trova ricoverata in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Anna di Cona.
la ricostruzione
Martedì alle 20 le tre amiche stavano rientrando verso casa dopo un aperitivo al “Civico 2”, in via Saraceno a Ferrara. Alle 19 infatti avevano postato una storia su Instagram con una foto dei tre bicchieri, taggandosi tutte e tre. L’ultima impronta “social” lasciata prima del terribile incidente. Le tre ragazze si erano ritrovate per trascorrere una serata di chiacchiere e ricordi. Paola ed Elisa erano amiche da tempo, erano state in classe insieme, vicine di casa ad Anita e compagne di scuola prima che la 21enne si trasferisse con la famiglia ad Argenta. Da circa un anno, poi, Paola Carrozza viveva Milano, dove aveva trovato lavoro ma era tornata nei giorni scorsi, approfittando di un periodo di ferie, a trovare il papà e i fratelli; la madre, di origini albanesi, al momento della tragedia non era in Italia. A loro martedì si era unita anche Marialuisa, che lavorava con Elisa al bar Caffeino, ad Alfonsine. Un pomeriggio insieme, tra chiacchiere e sogni, prima di tornare a casa.
Tre bicchieri sul tavolo, un aperitivo come tanti altri e attorno alle 19.30 le tre si sono messe in macchina, dirette verso Argenta. Alle 20, lo schianto alla Celletta, a pochi chilometri da casa. Da capire se la vettura sia finita contro il platano prima o in seguito all’urto con una Hyundai Kona, che arrivava in direzione opposta con alla guida un ragazzo, rimasto illeso.
Un impatto che non ha lasciato scampo alle due ragazze; per Marialuisa, che verosimilmente era seduta sul sedile del passeggero e Paola, che si sarebbe trovata sul sedile posteriore, non c’è stato nulla da fare. Vano infatti ogni tentativo di soccorso da parte del 118, con medici e sanitari giunti sul posto con quattro ambulanze insieme ai vigili del fuoco. I corpi delle due ragazze sono stati portati alla Medicina legale di Ferrara a disposizione dell’autorità giudiziaria.
l’attesa
Il magistrato ha disposto l’autopsia sui corpi delle due ragazze. Era prevedibile, anche se le famiglie avrebbero preferito accelerare i tempi, pur consapevoli che una ragione di quanto successo non se la faranno mai. Purtroppo anche la legge deve fare il suo corso e ogni singolo momento di quella tremenda sera deve essere messo sotto lente e analizzato. Condizioni della carreggiata comprese. Perché se è vero che bisogna andare piano, che è fondamentale stare attenti, è anche vero che quando una strada diventa scenario di una serie di terribili incidenti, e quella della Celletta senza dubbio lo è, allora bisogna pensare di iniziare a muoversi per cercare di capire cosa non funziona. Su quello stesso albero, dove da ieri ci sono mazzi di fiori freschi, erano rimaste appese delle rose bianche in ricordo di Gevis Muhaj, morto il primo dicembre del 2020 dopo essere uscito male dalla stessa curva.
la speranza
La vita di Elisa Di Bona è adesso appesa a un filo. Le sue condizioni sono molto gravi ma la ragazza, in coma farmacologico, fino a ieri era stabile. Argenta, Alfonsine e Anita pregano per lei, perché i suoi occhi possano tornare ad aprirsi. La spettano genitori, fratello e fidanzato, che quella maledetta sera non l’ha vista tornare, ha provato a chiamarla ed è poi stato avvertito della tragedia. La prognosi resta riservata, i medici non si sbilanciano: saranno decisive le prossime ore.
Praticamente illeso invece il conducente dell’altra auto coinvolta nello schianto mortale, la sua vettura si è schiantata contro un palo ed è rimasta gravemente danneggiata dal lato passeggero, ma lui ne è uscito con le proprie gambe. «Ho visto la macchina che già stava sbandando all’altezza della curva, poi ha invaso la mia corsia. Ho fatto il possibile per evitarla ma alla fine ci siamo urtati. Poi la loro auto si è girata ed è andata a finire contro il platano» ha raccontato l’uomo poco dopo l’incidente. «È stato terribile. Sono distrutto».
Il sindaco di Argenta, Andrea Baldini, proclamerà il lutto cittadino, mentre quello di Alfonsine, Riccardo Graziani, ha sottolineato come «di fronte a simili eventi nessuna parola può essere adeguata, ma va confermata la piena vicinanza della comunità alfonsinese».
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