Stop ai "guerrieri no vax"
Reclutati sul web, 29 indagati per associazione sovversiva. Ma per domani si annunciano nuove proteste in piazza
GENOVA. Matteo Leonifirenze. Un gruppo organizzato in grado di gestire quasi 20. 000 no-vax e attivo sulle principali piattaforme social, compresi facebook e telegram, con oltre 50 tra pagine e chat private. Migliaia di persone che si riunivano in rete, pronte a passare all’azione e a diventare "guerrieri". A tenerle unite le idee contro i vaccini e il Green pass. L’imbrattatore degli hubIeri la Digos di Firenze ha perquisito cinque persone, tra cui un trentenne di San Miniato, accusato di aver messo a segno blitz contro gli hub vaccinali della Toscana, e un dipendente della Asl Toscana Centro. Gli agenti hanno bussato anche alle porte dei presunti organizzatori e promotori delle chat, due donne e un uomo residenti tra Como, Brescia e Viterbo.
Ai tre e all’uomo residente a San Miniato viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata al danneggiamento e all’imbrattamento. Al fiorentino, che non avrebbe fatto parte del gruppo ma avrebbe fornito al trentenne di San Miniato l’indirizzi degli hub vaccinali, viene contestato il concorso esterno. il dipendente dell’usl Il sistema, chiamato movimento V_V (Voce di lotta non violenta per libertà e i diritti umani) era articolato e ognuno al suo interno aveva un ruolo preciso. Erano previsti vari gradi di partecipazione, che si articolavano come cerchi concentrici aventi via via livelli di sicurezza sempre più alti. Ci si poteva limitare a consultare le pubblicazioni no vax postate dagli amministratori, oppure fare un passo avanti e partecipare alle discussioni. Ma era anche possibile accedere a delle chat segrete, dove si poteva entrare solo superando alcuni test e quiz sulla cultura no vax. «È giunto il momento di scendere in campo, tutti i guerrieri devono darsi una mossa».
È questo uno degli appelli su telegram rivolti ai no vax dagli organizzatori delle chat. L’associazione forniva ai "guerrieri" anche indicazioni operative, come quella di «muoversi sempre nei punti ciechi» e «trovare una zona sicura senza telecamere». I blitz del 30enne pisano«Compio la mia azione con berretto, occhiali da sole, mascherina e vestito di nero - recitava il decalogo -, poi trovo una zona lontana dalle telecamere dove levo berretto, occhiali e mascherina». Le foto delle "azioni", per lo più imbrattamenti di hub vaccinali, venivano poi pubblicate in chat riservate e poi rimosse dopo alcuni giorni per evitare di essere scoperti. Uno dei guerrieri era appunto il trentenne, disoccupato, di San Miniato. Ad ogni "guerriero" veniva assegnato un numero progressivo. Lui era il 1625. Per la Digos è lui l’autore delle scritte no vax comparse lo scorso agosto all’hub Mandela Forum di Firenze. Sarebbe stato anche l’autore di blitz simili messi a segno nello stesso periodo al centro vaccinale di Pontedera, a quello di Pisa Ospitaletto, ai drive through di Castelfiorentino e di Empoli e sul new jersey della Fi-Pi-Li. Le scritte sono state vergate con vernice rossa e firmate con una’W’cerchiata, simbolo inequivocabile del movimento no vax V_V. Oltre alle azioni in strada c’era la propaganda in rete. Nelle chat del gruppo venivano inseriti dagli organizzatori degli slogan no vax preconfenzionati, da postare a commento di video a favore dei vaccini presenti su alcuni canali youtube, tra cui quello della Regione Toscana.
«La verità la nascondete - è una delle frasi divulgate per essere pubblicate sul canale youtube della Regione - tanto che non dite che i morti di cinque mesi di vaccino hanno già superato i morti di un anno di Covid». Tra i commenti da inserire nei canali youtube anche uno contro il sindaco di Firenze Dario Nardella, accusato di avere «un modo di ragionare nazista». Ieri mattina, quando si è diffusa la notizia delle perquisizioni, molti no vax si sono affrettati a cancellarsi dalle chat del gruppo. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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