Taglio alberi sul Cavo Contrari gli ecologisti
SAN CARLO. Dopo il Reno, il Napoleonico. La guardia giurata ittica volontaria in servizio per la Fipsas Ferrara, Marco Falciano, critica un nuovo taglio massivo «a danno dei corridoi ecologici della provincia, questa volta a danno della sponda sinistra del Cavo Napoleonico. Gli alberi alla Bonifica e alla Protezione civile spaventano, non considerano la necessità assoluta di alberi dovuta al cambiamento climatico, non considerano i servizi ecosistemici che le foreste ripariali assicurano all’uomo e agli altri esseri viventi, animali e vegetali».
Falciano segnala sul canale Youtube «quanto accade in provincia di Ferrara a danno dell’ambiente, quando riesco ad andare e documentare, spesso dietro segnalazione di privati cittadini (spesso pescatori sportivi) a prova del fatto che i controllori del territorio sono pochi».
Ad intervenire è anche la Rete Giustizia Climatica di Ferrara: «Ancora una volta assistiamo impotenti alla distruzione di ettari di alberature sane. La Protezione civile area Reno, prosegue la sua lista di abbattimenti senza concedere sconti nemmeno in prossimità del Cavo Napoleonico, canale storico, e sito Rete Natura 2000. L’intero corridoio ecologico sulla sponda sinistra del Cavo, che interessa le frazioni tra Bondeno e Terre di Reno, è stato trasformato in cippato, pronto per il conferimento alle biomasse per produrre “energia green”», dicono le associazioni ambientaliste riunite sotto la sigla Rgc, secondo cui «l’intervento drastico elimina tutte le zone ripariali, i cespugli e le piante vetuste, non lascia nient’altro che terreno nudo e rifiuti trinciati dietro di sé. Questo determina una evidente discontinuità ambientale con l’area protetta che resta confinata all’interno dell’alveo sino alle sponde, non tutelate, che verranno presto completamente spogliate di ogni essenza verde. Di fatto, si è rasato tutto al suolo, senza considerare eventuali compensazioni o nuove piantumazioni in sostituzione degli alberi eliminati».
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