Via libera all'assegno unico da 50 a 175 euro per ogni figlio
Approvato dal consiglio dei ministri il decreto attuativo. Sostituirà le detrazioni e gli altri sostegni alla famiglia
ROMA. Da marzo 2022 le famiglie con figli potranno usufruire dell’assegno unico universale. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo della misura che punta a ridisegnare il sistema di welfare familiare (ora è atteso il passaggio nelle commissioni parlamentari), mentre dalla Camera è arrivato l’ok (senza voti contrari e con la sola astensione di FdI) del Family act, che ne fa da cornice.
«Sono molto soddisfatta ed emozionata, è un provvedimento storico a cui ho lavorato – esulta la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti – è una misura che rimette giustizia nel nostro Paese: metà delle famiglie italiane hanno un Isee sotto i 15mila euro e riceveranno per un figlio 175 euro al mese».
Per usufruire dell’assegno, ricorda la ministra «è obbligatorio fare la domanda». Lo Stato spende per questa misura 20 miliardi all’anno, «sei – sottolinea Bonetti – quelli stanziati in più nel 2022 per le politiche a sostegno della famiglia».
La misura – che secondo le stime del ministero dovrebbe riguardare oltre 7 milioni di nuclei familiari – sosterrà i figli dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni (a patto che i ragazzi studino, facciano tirocini o lavori con un reddito inferiore agli 8mila euro l’anno o anche il servizio civile universale) e andrà ad assorbire tutte le agevolazioni e le detrazioni previste fino ad ora.
Chi vorrà usufruirne dovrà fare domanda all’Inps da gennaio 2022 presentando il proprio Isee e l’assegno sarà valido ogni anno per il periodo marzo-febbraio (invece che da luglio a giugno dell’anno dopo come previsto attualmente). Potranno richiederlo tutti coloro che sono residenti e domiciliati in Italia da almeno due anni, compresi i cittadini extracomunitari.
In particolare, per i minorenni, si va da 50 (per chi ha un Isee oltre i 40mila euro) a 175 euro al mese (per chi ha un indicatore della situazione economica al di sotto dei 15mila euro) a figlio. Il contributo passa poi da 25 a 85 euro al mese, in base al reddito, per i figli tra i 18 e i 21 anni. A partire dal terzo figlio, poi, è prevista «una maggiorazione dell’importo» che va tra i 15 e gli 85 euro a figlio in base all’Isee, mentre beneficeranno di «una maggiorazione forfettaria» pari a «100 euro mensili per nucleo» le famiglie «con 4 o più figli». Per le madri di età inferiore a 21 anni è prevista una maggiorazione degli importi pari a 20 euro mensili per ciascun figlio.
L’assegno è, inoltre, riconosciuto «per ciascun figlio con disabilità senza limiti di età». Per i minorenni spetteranno 105 euro mensili in caso «di non autosufficienza», 95 euro per una «disabilità grave» e 85 euro «in caso di disabilità media». Per ciascun figlio maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 50 euro mensili, mentre sopra i 21 anni è previsto un assegno dell’importo pari che va dai 25 agli 85 euro mensili in base all’Isee.
Chi chiederà l’assegno senza presentare l’Isee riceverà l’assegno previsto per chi ha un Isee sopra i 40 mila euro: ovvero 50 euro al mese a figlio, 65 euro per il terzo figlio e 25 euro per i figli di età compresa tra 18 e 21 anni.
Come detto l’assegno unico universale verrà pagato a partire dal mese di marzo, fino ad allora (dunque anche a gennaio e febbraio) le famiglie riceveranno gli assegni e le detrazioni fiscale in vigore adesso.
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