Covid, documenti falsi per evitare il vaccino e la mascherina
Ventitre gli indagati e tra loro c’è anche un Modenese. Coinvolto un medico e tre sanitari. Evitate anche sanzioni
Oltre un migliaio raccolti in piazza per ricordare la famiglia sterminata
FORLì-CESENA. Nessuna visita medica e nessuna patologia effettiva, ma in tasca un documento, fasullo, per certificare l’esenzione dall’uso della mascherina se non addirittura dalla vaccinazione contro il Covid. E in un paio di casi utilizzato per il ricorso contro una sanzione. La Questura di Forlì-Cesena porta allo scoperto un presunto giro illegale di shopping sanitario nell’ambito delle misure di contrasto alla pandemia, con 23 persone coinvolte, tra cui un medico genovese, Roberto Santi, già sospeso dall’Ordine, che secondo le accuse forniva le false certificazioni, e tre sanitari, di cui uno sospeso. Mentre il profilo di due persone è ancora al vaglio dell’autorità. L’indagine parte da Forlì e coinvolge altre province e regioni, così come minorenni per l’utilizzo dei falsi attestati in ambito scolastico. E nuovi filoni potrebbero aprirsi, dunque, ad altre latitudini. I reati contestati sono falso in certificazione, ricettazione e uso di atto falso. L’indagine della Polizia è iniziata in aprile a Cesena nell’ambito dei controlli ai partecipanti ai "No paura day".
Fermato, un manifestante residente a Forlì esibì un certificato medico di esonero dall’utilizzo della mascherina che insospettì gli agenti e venne sequestrato. Partirono così le verifiche su social e chat riconducibili alla galassia No mask- No vax- No green pass dove circolano informazioni per ottenere documentazioni compiacenti. La Questura ha aperto un fascicolo e ha proceduto ai primi accertamenti per avvalorare la teoria investigativa sulla possibilità di acquistare falsa documentazione da un medico della provincia di Genova, tra l’altro salito sul palco a Cesena del primo "No paura day". Gli accertamenti sono poi proseguiti verificando la posizione di altre persone che si erano procurate certificati dal medico genovese e non dal loro medico di famiglia, documenti tutti uguali se non per il nome e anche con alcune controindicazioni all’uso della mascherina in disaccordo con le direttive Oms e del Sistema sanitario nazionale. A finire nei guai un cittadino di Forlì, uno nel Milanese e uno nel Modenese.
Così, una decina di giorni fa la Questura ha optato per 13 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati, sequestrando 14 certificati medici. La falsa documentazione faceva incassare al medico tra i 50 e gli 80 euro.Secondo le ipotesi degli inquirenti sarebbero centinaia le documentazioni fasulle in tutta Italia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
