Agricoltura blu «Aiuta le produzioni e anche l’ambiente»
Riscoperta l’antica tecnica conservativa Alla Fondazione Navarra si è fatto il punto
il report
Agricoltura conservativa, o agricoltura blu, è uno degli asset dell’agricoltura del futuro, implementabile da subito. Questa tecnica, infatti, permette di ridurre i costi di lavorazione del terreno, aumenta il contenuto di sostanza organica e mantiene intrappolata nello spazio poroso del suolo la Co2, contribuendo a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Si tratta di una opportunità innovativa, semplice da applicare, che permette all’agricoltore di risparmiare sui costi in modo significativo operando in modo ecologico e generando anche un reddito ulteriori entrando nel mercato dei crediti di carbonio.
Se ne è parlato in un convegno, organizzato proprio per discutere dei vantaggi di questa tecnica, promosso dalla fondazione Fratelli Navarra e Aipac, la neo-nata Associazione italiana dei produttori di agricoltura conservativa. Dopo i saluti istituzionali da parte di Dante Bandiera, assessore di Voghiera, e l’introduzione del Navarra, Nicola Gherardi, sono stati sviscerati diversi aspetti. Alberto Cavallini (Aipac), ha raccontato la storia, dell’Agricoltura conservativa, e ha rivolto un invito agli agricoltori di oggi a cogliere le opportunità a disposizione di questa tecnica. Andrea Fiorini, del Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha spiegato le ragioni della scelta di questa tecnica e i risvolti sulla fertilità del suolo, L’Agricoltura conservativa – ha spiegato – è un approccio sostenibile di gestione dell’agro-sistema, finalizzato a migliorare le produzioni, salvaguardare l’ambiente e ad aumentare la fertilità del terreno agrario. L’Ac si basa sull’adozione di una serie di pratiche agricole virtuose, quali le rotazioni colturali, il minimo disturbo del suolo e la copertura permanente anche durante i periodi improduttivi». Con questa tecnica, che si sta sperimentando da oltre 10 anni presso la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, si sono ottenuti risultati estremamente positivi in termini di produttività delle coltivazioni e miglioramento della fertilità dei suoli.
L’assessore regionale Paolo Calvano ha invece ha sottolineato come l’Agricoltura conservativa rientri in pieno negli obiettivi del Patto per il clima ed il lavoro e si è augurato che la pratica possa trovare grande diffusione tra i produttori. «Con i fondi che l’Unione Europea ha messo a disposizione, possiamo realmente fare quel salto di qualità per tutto il sistema produttivo» ha aggiunto.
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