I mitici anni Ottanta al “Mazza” con Gabriel, Dire Straits e Bennato
È rimasta negli annali la due giorni organizzata da David Zard
amarcord
Anni Ottanta, così lontani, così diversi. Anche per quanto concerne la possibilità di vedere delle stelle internazionali e nazionali di prima grandezza esibirsi al “Paolo Mazza”. È rimasta nella storia la due giorni targata David Zard il 6 e 7 luglio 1983, che portò sul palco dello stadio comunale i “mostri sacri” del pop: Peter Gabriel e Dire Straits.
Gabriel, che aveva lasciato già da 4 anni i Genesis per intraprendere un percorso da solista, era in tour per promuovere il suo quarto album, Security, caratterizzato dalla hit Shock the Monkey: luglio a Ferrara, il 9 agosto suonò in apertura a un concerto di David Bowie a Vancouver, in Canada. Per dire... Sempre da fronte britannico, fra i più prolifici di sempre, ecco approdare all’ombra del Castello estense i Dire Straits, band già di livello planetario e in piena evoluzione, trainata dal successo mondiale di Making Movies, terzo lp del gruppo.
Ferrara fa registrare il pienone per la band, più posti vuoti per il concerto della sera precedente, sebbene tanta gente fosse arrivata anche da lontano: tanti rimasero a passeggiare lungo le vie attorno allo stadio, quelle oggi inaccessibili in caso di partita casalinga della Spal.
Un anno prima, e dopo un rinvio dovuto al fortunale che si abbattè su Ferrara appena prima che iniziasse il concerto, ecco un’altra star di quegli anni: Edoardo Bennato. Già affermato nella seconda metà degli anni Settanta, il cantautore partenopeo approda al “Mazza” dopo tre anni di silenzio discografico, con l’ultima produzione, “Burattino senza fili”, che lo ha consacrato al grande pubblico, sebbene sia precedente “La torre di Babele”: nel nuovo decennio irrompe con “Sono solo canzonette” e la generazione nata negli anni Sessanta canta l’intero disco, rigorosamente in vinile, a memoria. Il prato del “Mazza” era un brulicare di giovani e giovanissimi, la leggerezza dell’estate accompagnava i sogni degli adolescenti spensierati, che Bennato costringeva a pensare...
Sergio Armanino
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