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CODIGORO 

Il trafficante “Stefano” condannato a 9 anni e dopo all’espulsione

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CODIGORO. Nove anni e 5 mesi a “Stefano”, il marocchino residente a Codigoro coinvolto in traffico di stupefacenti e già in carcere. Complessivamente, quasi mezzo secolo di reclusione per 10 delle 15 (un terzo italiane, il resto di origini marocchine) che si trovavano sedute al banco degli imputati nel maxiprocesso scaturito dalla vasta e articolata indagine, condotta dalla squadra mobile di Rovigo, che in tre anni di attività aveva fatto luce su un traffico di quintali di droga sull’asse Marocco-Polesine, quest’ultimo snodo fondamentale di un traffico internazionale di hashish e cocaina, diretto a rifornire tutta la fascia orientale della Pianura Padana, con una rete articolata di corrieri, grossisti e spacciatori al dettaglio. Erano stati sequestrati circa 100 chili di hashish e 2 di cocaina, per un volume complessivo sul mercato stimato al ribasso in oltre quattro volte tanto, ed erano stati 87 gli arresti, 53 dei quali con l’operazione chiamata “Taraqa” dell’11 ottobre 2016.

La sentenza è stata pronunciata giovedì alle 22.30 dal collegio presieduto dal giudice Nicoletta Stefanutti, dopo che nella precedente udienza, lo scorso maggio, nella requisitoria dell’accusa erano state chieste condanne per oltre 65 anni complessivi per 13 degli imputati, con una richiesta di assoluzione. Le assoluzioni decise dal collegio, oltre che per molti dei singoli capi di accusa anche dei condannati, sono state invece quattro.

La pena più alta, dicevamo, 9 anni e 5 mesi, è stata decisa nei confronti di Abdeljalil El Banani, 36 anni, residente prima a Lusia, poi a Villanova del Ghebbo, infine a Codigoro e ora in carcere: conosciuto dai suoi clienti come “Stefano”, El Banani è finito in quasi tutte le più importanti operazioni antidroga del Polesine. Per El Banani è stata decisa anche l’espulsione una volta espiata la pena. Per il “cuore” dell’inchiesta Taraqa, i primi verdetti erano già arrivati nel luglio 2018. La storia della maxinchiesta Taraqa ha mille sfaccettature. Tutto era nato nel 2013, con l’operazione Cohiba, su un piccolo giro di spaccio fra ragazzini.

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