«Lavoro e formazione sono in primo piano Poi lo sport di base come vera socialità»
Salatiello raccoglie la sfida: «Tenacia, entusiasmo e umiltà» Agricoltura da valorizzare, orti urbani e mobilità sostenibile
CENTO. Certezza degli spazi sportivi, più spinta agli sport minori, nuovi spazi di mercato per i prodotti agricoli del territorio, promozione delle professioni artigiane e potenziamento della formazione consapevole. Queste le priorità dell’assessore Vito Salatiello, laureato in giurisprudenza e responsabile di commessa e gestione del personale in una azienda fornitrice di Hera. Ciclista, dal 2010 è direttore sportivo della Stella Alpina di Renazzo e dal 2013 ad oggi vicepresidente del Consorzio Velodromo di Cento. Attivo da sempre nel volontariato, Salatiello fa parte di Resistenza Terra. Per due mandati consultore della civica di Renazzo, di cui è vicepresidente uscente.
Ha accettato la proposta del sindaco Accorsi di entrare in giunta: quale sarà il suo apporto?
«Non ci si può aspettare il cambiamento per interposta persona o per buone speranze. Il cambiamento è questione di coerenza: occorre assumersi la responsabilità di farsi carico delle idee e dei progetti che si vorrebbe veder realizzati, correndo anche il rischio di poter sbagliare. Ho risposto all’appello di Edoardo sia per senso del dovere nei confronti della città e delle tante persone che hanno voluto darmi fiducia, sia perché condivido con il sindaco idee e progetti concreti di cittadinanza attiva da quando eravamo giovanissimi. Accettare l’incarico è il più alto modo di contribuire e sostenere il suo e nostro progetto facendo squadra. Metto a disposizione la tenacia e l’entusiasmo che mi hanno portato fino a qui, con tutta l’umiltà che serve a non smettere mai di apprendere. Sono onorato di essere in squadra con persone la cui professionalità ed esperienza è indiscutibilmente riconosciuta: imparerò moltissimo da loro».
Nel cassetto, idee e progetti da realizzare?
«Il cambiamento e il rinnovamento nascono dalla freschezza delle idee, ma anche dal modo in cui si mettono insieme. Intervenire sulla formazione professionale senza un costante ascolto delle necessità delle imprese e delle aspettative dei giovani sarebbe vano. Promuovere una sana cultura sportiva è impensabile prescindendo dall’esperienza delle realtà sportive. Faccio l’esempio di un piccolo progetto pilota che mi sta a cuore: gli orti urbani, dal costo veramente contenuto, sono un’occasione di scambio sociale, concreta spinta ecologica e infattibili senza la collaborazione continua fra cittadino e cosa pubblica, sono certo ce la faremo».
Per le sue deleghe quali obiettivi si pone?
«Sul fronte sport, dare certezza giuridica all’utilizzo degli spazi, gestire in maniera intelligente quelli nuovi fra qualche tempo disponibili, promuovere gli sport “minori”, ulteriore opportunità di movimento, spingere il più possibile lo sport di base e l’attività aggregativa in età adulta. Per le politiche agricole, ci sarà da intercettare l’opportunità dell’offerta della filiera corta, collaborando alla creazione di nuovi spazi di mercato. Occorre poi reintegrare lo scambio fra scuole e imprese, valorizzando la promozione delle professioni artigiane, frutto della ricchezza del nostro territorio, ma in forte carenza di maestranze. E riproporre, rinforzandole, iniziative come l’OrientaCento che ha visto tanta partecipazione da parte di ragazze e ragazzi che a breve si troveranno a fare scelte importanti. Su formazione consapevole, aggiornamento continuo, competenze chiave per il sistema delle imprese lavoreremo in forte sinergia con aziende, enti di formazione, i nostri istituti superiori e la Regione. La mia conoscenza delle forme di mobilità sostenibile, unitamente al valore aggiunto di realtà territoriali saranno occasione per valorizzare la mobilità lenta nel percorso partecipato che precederà la stesura del Piano Urbanistico Generale».
Beatrice Barberini
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