“Camera” verso la fusione La Regione convoca i vertici
Il 9 dicembre i commissari degli enti da unificare a rapporto dall’assessore Colla Govoni (Ferrara): non sappiamo di accelerazioni. Guberti (Ravenna) cita sentenze
L’autonomia della Camera di commercio di Ferrara ha i giorni contati. La Regione sembra ormai intenzionata a rompere l’impasse sulla fusione con Ravenna, che va avanti da mesi a causa delle forti pressioni di tutti gli attori territoriali, interessati in primo luogo a mantenere separate le sorti di due enti così importanti per l’economia delle due province. In questa direzione vanno lette le parole dell’assessore regionale Vincenzo Colla all’assemblea provinciale Cna («dobbiamo applicare la legge che c’è») e, soprattutto, il riferimento all’incontro con i commissari ministeriali delle Camere di commercio emiliane destinate alla fusione, fissato per il 9 dicembre. Oltre ai vertici di Largo Castello e di Ravenna, ci saranno anche i commissari camerali di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, destinati appunto ad una convivenza a tre. In quell’occasione la Regione potrebbe comunicare l’avvio del procedimento legislativo di fusione, con il provvedimento che indica la suddivisione dei consiglieri e la richiesta alle associazioni di categoria d’indicare i nomi.
In Largo Castello, dove si fa coincidere l’operazione con la perdita dell’autonomia perché, viste le dimensioni, sarebbe Ravenna ad avere di fatto il controllo della camera unificata, si spera ancora. «La riunione era convocata da diverso tempo, quindi non so se sia collegata ad un’accelerazione del procedimento - fa presente il commissario Paolo Govoni, ex presidente camerale - Andiamo ad ascoltare quanto avrà da dire la Regione: auspico solo che venga valorizzato il lavoro svolto in questi mesi, con interventi a favore delle imprese che come dimensioni hanno pochi confronti a livello nazionale. E fa piacere che all’assemblea Cna ci sia stato un riconoscimento da parte di tutti».
Più diretto il commissario ravennate, Giorgio Guberti, che per effetto anche del gioco delle alleanza interprovinciali è in pole position come candidato alla presidenza della Camera unificata: «Nella lettera di convocazione da parte della Regione si parla genericamente di accorpamenti camerali. Teniamo però conto - è il suo ragionamento - delle sentenze della Corte costituzionale e del Tar del Lazio, che ha respinto il ricorso anti-fusione delle Camere di Pavia, Cremona e Mantova; e dell’intervento del ministro Giorgetti all’assemblea di Unioncamere, che non ha lasciato spazi a modifiche legislative. In sostanza non ci sono elementi che possano consentire alla Regione di non completare la fusione».
Bisogna aggiungere che le Camere di commercio emiliane non sono certo le uniche ancora in mezzo al guado: ve ne sono una ventina sparse tra Lombardia, Toscana ed altre regioni. Certo il pressing della politica, soprattutto ferrarese ma con l’appoggio almeno formale dei ravennati, culminata nella lettera congiunta dei sindaci Alan Fabbri e Michele De Pascale, e del vicepresidente della Provincia, Nicola Minarelli, allo stesso ministro Giorgetti, non sembra aver avuto effetti. Colla ha annunciato in Cna di voler cercare la massima condivisione dei territori, bisogna vedere se esistono ancora spazi di manovra.
Stefano C iervo
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