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ALLA SALA ESTENSE 

Convegno Mafie in casa nostra per raccontare le infiltrazioni

Davide Bonesi
Convegno Mafie in casa nostra per raccontare le infiltrazioni

Fra i relatori il celebre capitan Ultimo e il sindaco “coraggio” Bartuccio «In regione situazioni complesse, Ferrara finora toccata non in profondità»

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Davide Bonesi

Difficile immaginare un parterre de roi migliore per l’appuntamento del prossimo 3 dicembre alla sala Estense di Ferrara. Si parlerà dell’espansione dei propri traffici da parte delle mafie nel Nord Italia e, in special modo, in Emilia Romagna, in un incontro voluto da alcune associazioni operanti sul territorio nazionale proprio allo scopo di informare aziende e cittadini dei pericoli che si corrono quando arrivano i gruppi mafiosi in un territorio.

Il 3 dicembre sarà l’occasione di ascoltare le testimonianze di chi con la mafia ha lottato a viso aperto... o quasi, è il caso del colonnello Sergio De Caprio, per tutti capitan Ultimo, noto per essere colui che ha arrestato Totò Riina. Oppure Sebastiano Ardita, componente del Consiglio superiore della magistratura. O, ancora, Antonino Bartuccio, soprannominato “sindaco coraggio”, primo cittadino di Rizziconi in Calabria, capace di far arrestare i boss che lo avevano allontanato, ora costretto a vivere sotto scorta.

«TEMA DELICATO»

A organizzare l’iniziativa, come detto, molte associazioni nazionali, fra qui quella dei Sostenitori dei collaboratori e testimoni di giustizia, che ha un rappresentante ferrarese in Paolo Vezzani (ex consigliere comunale). A Ferrara arriverà il vicepresidente Mario Spezia, che ormai da anni organizza appuntamenti di questo tipo partendo dalla sua Verona e arrivando in tutta Italia, compresa la Camera dei Deputati, dove ha parlato dell’importanza dei collaboratori, dei testimoni di giustizia, di tutti i denuncianti e delle loro famiglie. «Tutto è partito - racconta Spezia - dal progetto del traforo della Policella, nel quale notai subito delle cose che non quadravano, a partire dal costo dell’opera che continuava a salire. E alla fine si scoprirono le infiltrazioni mafiose».

Spezia in realtà è anche referente nel Nord Est dell’associazione Cittadini contro le mafie e la corruzione. «Questo è un movimento di cittadini, ci limitiamo a organizzare eventi a tema. Invece, con l’associazione dei Sostenitori entro in contatto con i collaboratori di giustizia, quelli ancora attivi o chi è uscito dal programma. La loro è una situazione molto complessa, in quattro regioni per ovvi motivi non possono andare (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), in altre vi sono comunque problemi. Ma la vera situazione drammatica è quella dei familiari, figli compresi, dei veri e propri fantasmi, che per colpe non loro non hanno diritti pari ai loro coetanei».

A proposito di collaboratori e testimoni, molti si sa sono alloggiati nella nostra provincia (ai Lidi), ma se parliamo di infiltrazioni mafiose come siamo messi a Ferrara? «L’incontro si intitola “Mafie in casa nostra?” con il punto di domanda proprio perché non è facile ricostruire le situazioni. Nel corso della serata porterò alcune storie e alcuni dati dell’Emilia Romagna, ci sono province dove vi sono già situazioni complesse, ma in effetti a Ferrara non ci sono casi eclatanti, è stata toccata non in profondità, finora. Lo scopo resta comunque quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su questi legami della mafia con certe attività economiche, non solamente legate all’edilizia, come purtroppo stiamo già verificando nel Veronese».

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