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I cambiamenti climatici spaventano Futuro incerto e nuove strategie

Annarita Bova ; (2 - continua)
I cambiamenti climatici spaventano Futuro incerto e nuove strategie

Nei prossimi trent’anni previsti tanti fattori di rischio per l’ingressione del mare. Regione e Comuni devono correre ai ripari  

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Annarita Bova

Lido estensi. Il territorio costiero dell’Emilia-Romagna è un sistema complesso e delicato sul quale interagiscono diversi fattori naturali e antropici con dinamiche differenti e spesso in difficile equilibrio. Si tratta di un prezioso patrimonio naturalistico e storico testimoniale caratterizzato da una diffusa presenza di attività economiche e di un sistema turistico di assoluto rilievo nazionale. È evidente che il problema della gestione della costa, in particolare a fronte dei mutamenti climatici in corso, costituisca una delle emergenze territoriali più rilevanti con tutte le ricadute socioeconomiche facilmente intuibili e che quindi la gestione e difesa del sistema costiero si inserisca fra le necessità primarie e i temi centrali dell’azione di governo della Regione Emilia Romagna.

gli obiettivi

La Regione sta portando avanti studi miranti nell’ambito del progetto di “Strategia di Gestione integrata per la difesa e l’adattamento della costa ai cambiamenti climatici (Gidac)”.

Sulla base delle proiezioni climatiche 2021-2050, nelle aree costiere, e in particolare sulla costa emiliano-romagnola, il cambiamento climatico determinerà una pluralità di fattori di rischio tra cui principalmente: arretramento della linea di costa dovuto a fenomeni di erosione costiera a causa dell’aumento in frequenza e intensità delle mareggiate; incremento del rischio d’ingressione marina nell’entroterra a causa dell’innalzamento livello medio mare e dell’abbassamento del suolo per subsidenza; incremento della subsidenza; riduzione dell’efficacia delle difese da ingressione marina ed erosione; peggioramento dello stato qualitativo delle acque costiere e di transizione.

L’aumento dell’erosione per eventi estremi e la maggiore frequenza di fenomeni combinati di mareggiata e acqua alta, comporterà un aumento nei costi della gestione, manutenzione e messa in sicurezza del territorio. Una maggiore subsidenza nell’area costiera potrà essere correlata allo squilibrio tra prelievi e ricarica della falda, a causa della aumentata domanda che potrebbe originarsi in vari settori (turistico, irriguo, industriale).

Nei territori bonificati che si trovano al di sotto del livello del mare, la rete di regimazione e di drenaggio delle acque, in assenza di interventi, non sarà in grado di garantire l’allontanamento delle acque in occasione di eventi meteorici estremi o anche solo intensi, con conseguenti fenomeni di inondazione.

turismo e pesca

Sul fronte delle attività economiche, il turismo sarà ovviamente il settore più penalizzato insieme all’agricoltura e alla pesca e acquacoltura. Le attività turistiche, prevalentemente legate alla costa, risentiranno dei nuovi regimi climatici e dei probabili danni ai sistemi e agli habitat costieri. È prevedibile che, sia gli effetti diretti dei cambiamenti climatici (erosione costiera e conseguente riduzione dell’ampiezza della spiaggia, danni alle infrastrutture turistiche balneari per le mareggiate), sia gli effetti cosiddetti indiretti (determinati dall’aumento delle temperature congiunto a scarsità della risorsa idrica, ripercussioni sulla qualità delle acque di balneazione), richiederanno un adattamento dell’intero comparto turistico e dell’indotto.

Il settore agricolo in fascia costiera potrà risentire anch’esso in modo rilevante della progressiva salinizzazione dei suoli e delle acque di falda superficiale, con importanti perdite di produzione agricola per diminuzione delle superficie coltivabili, aumento costi di produzione e diminuzione quali-quantitativa, laddove vi siano colture non sufficientemente resilienti alle mutate condizioni climatiche.

Il settore pesca e acquacoltura risentirà maggiormente di cambiamenti nel regime termico e salino e di una perdita di qualità delle acque marine e di transizione, fenomeni di eutrofizzazione delle acque marine e fenomeni di anossia, in particolare nelle zone lagunari costiere, che potranno incidere notevolmente sulla riproduzione delle specie ittiche e di molluschi e determinare anche in questo caso importanti perdite di produzione del settore.

Anche le aree urbane esistenti in area costiera potranno subire danni agli edifici ed alle infrastrutture a causa dell’aumento della subsidenza e delle mareggiate, con conseguente deprezzamento e aumento dei costi assicurativi. Subsidenza, arretramento linea di costa e mareggiate rappresentano potenziali rischi anche per il settore dei trasporti relativamente alla sicurezza degli utenti e all’aumento dei costi di gestione e manutenzione.

(2 - continua)

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