Anziani accusati di rubare legna Finisce con un assolto e mezzo
La moglie non ha retto la tensione e ha patteggiato: condannata a 4 mesi Il marito scagionato per la tenuità del fatto. Chiamato in aula anche il sindaco
MESOLA. Erano finiti a processo per una vicenda effettivamente molto particolare e da subito avevano trovato la solidarietà di quanti li conoscevano. Ora, marito e moglie mesolani, pensionati che insieme fanno più di 150 anni, hanno finito il loro iter processuale dopo l’accusa di aver rubato legna dal bosco Santa Giustina di Mesola. Una vicenda che risale all’agosto del 2019, quando per un fortunale caddero alberi e rami, molti anche sulla strada. La coppia prese della legna da usare a casa, ma è reato raccoglierla in un bosco pubblico, anche se allora ci furono addirittura appelli per aiutare chi stava intervenendo per pulire l’area.
«Per la moglie in particolare - racconta alla Nuova Ferrara l’avvocato della coppia, Mirca Ferrari - questa vicenda è stata pesante. Si parla di persone non abituate ad avere a che fare con la legge, lei non ha retto il processo, è dovuta anche ricorrere alle cure di un cardiologo perché aveva la pressione troppo alta». Morale: la moglie ha accettato di patteggiare con pena non inferiore a 4 mesi.
Discorso ben diverso per il marito, pensionato con la passione per la caccia, deciso a tutti i costi ad andare in fondo per non perdere la licenza, anche se la moglie ha pianto ogni volta che il marito è stato chiamato in aula. «Ha sempre detto che voleva semplicemente raccontare tutta la verità, perché aveva niente da nascondere», dice ancora l’avvocato. E il giudice (Alessandra Martinelli) gli ha dato ragione, assolto con la 131 bis per la tenuità del fatto. «Noi avevamo chiesto l’assoluzione piena, perché non si poteva calcolare quanta legna avevano raccolto, visto che a casa ce n’era altra acquistata».
Ieri in aula non si è presentato il testimone della pubblica accusa (guardie forestali), così oltre al marito ha parlato il solo sindaco Gianni Michele Padovani, il quale ha confermato lo stato di calamità in quel periodo per il territorio comunale mesolano.
Insomma, una storia finita bene ma che lascia un po’ di amaro in bocca, considerando che il recupero della legna era stato affidato a una ditta privata (ravennate), che ha terminato la raccolta più o meno sei mesi fa, oltre un anno e mezzo dopo il fortunale. «Le comunicazioni dell’ente Parco del Delta parlava di questa legna come fosse oro...» chiosa l’avvocato.
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