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«Espropri inevitabili Il canale bypass necessario alla città»

Beatrice Barberini
«Espropri inevitabili Il canale bypass necessario alla città»

La Bonifica illustra l’intervento contro gli allagamenti «Le lettere ai proprietari? Un atto formale per avvertirli»

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CENTO. «Con il canale bypass dal Canale di Cento al Guadora, in caso di pioggia intensa l’acqua potrà rimanere fuori dal reticolo del centro abitato di Cento. Con il secondo stralcio del piano di sicurezza idraulica, si eviteranno altri allagamenti in città».

È il presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Stefano Calderoni, a spiegare opere e tempi legati al completamento del piano complessivo di sicurezza idraulica del territorio. Due stralci previsti, da 5 milioni di euro. Destinati a questo secondo e ultimo stralcio, fondi per 4.8 milioni, assegnati dal decreto – firmato nel novembre 2018 dall’allora ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio – che finanzia i programmi finalizzati a fronteggiare il fenomeno della subsidenza proposti dalle Regioni Emilia Romagna e Veneto: «Risorse utilizzate per andare a completare la cassa di espansione di Ponte Alto – dice Calderoni –. Di fatto e in via ufficiale è stata inaugurata all’inizio di quest’anno. Ad oggi la cassa di espansione è già attiva e svolge la sua funzione, che è quella di difesa idrogeologica contro gli allagamenti dell’abitato di Cento».

la variante urbanistica

Se la prima tranche è sostanzialmente conclusa, la seconda prevede la realizzazione di un canale bypass: «Per dare avvio all’opera – riferisce Calderoni – serve una variante urbanistica, dal momento che quell’area ad oggi risulta essere edificabile. La variante dovrà inoltre essere approvata dal consiglio comunale». Messe a disposizione dalla Regione, il Consorzio ha già le risorse: «Essendo interventi di escavo che verranno realizzati in gran parte in economia, senza variazioni legate all’acquisto di materiale, i costi rimarranno perlopiù fissi e verranno coperti dai 5 milioni già disponibili».

Da quando il tema è stato sollevato dalla consulta di Cento, dopo l’arrivo a settembre delle lettere in cui si avvisavano i proprietari dei terreni dell’iter di esproprio dei terreni interessati alla realizzazione del canale, l’amministrazione Accorsi si è subito interessata e attivata: «Nei prossimi giorni – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica – avremo un incontro con la nuova amministrazione di Cento, per fare il punto sullo stato dell’arte dell’intervento. Il progetto è definitivo. Mancano solamente gli ultimi passaggi formali. Non dovrebbero esserci variazioni di sostanza, se non di dettaglio».

il nodo espropri

Sull’invio delle lettere ai proprietari dei terreni, Calderoni dice che «è un atto formale, una proceduta di carattere tecnico amministrativo, una sorta di avviso in cui si annuncia che, se l’opera verrà realizzata, partiranno gli espropri. Questo consente ai titolari dei fondi e delle proprietà di essere informati per tempo». Manca ancora di fatto la variante urbanistica, senza la quale l’opera non potrà partire: «I tempi li detterà l’amministrazione, nella convinzione che sul tema siano molto attenti, ritenendolo un elemento indispensabile per salvaguardare l’abitato di Cento dagli allagamenti, in caso di piovosità».

Il piano della sicurezza idraulica ha un obiettivo chiaro: «Vogliamo che Cento non si allaghi più. Con il bypass andremo a captare a monte le acque che arrivano da Decima, le devieremo al di fuori del reticolo interno di Cento. La città si trova in una posizione orografica sfavorevole, simile ad un catino entro il quale, in caso di pioggia, le acque si vanno a concentrare. Nel secondo stralcio, anche l’individuazione di terreni allagabili». Opere che andranno a completare la funzione della cassa di espansione di Ponte Alto: «Oltre a raccogliere le acque in eccesso in caso di piogge intense e abbondanti, queste casse sono un arredo urbano con una importante ricaduta ambientale. Sono aree fruibili, con una importante funzione di fitodepurazione. Le acque entrano, ne escono depurate».

E a fronte dell’appello di Resistenza Terra perché a Ponte Alto venga realizzata, grazie alla sinergia tra Consorzio, Comune, Università e la stessa associazione, un’area di riequilibrio ecologico, un polmone verde a pochi passi dal centro della città, il presidente Calderoni annuncia che «il Consorzio è pienamente disponibile. Un tema che condividiamo, che intendiamo portare avanti in modo che venga valorizzata la valenza ambientale e naturalistica, oltre che didattica dell’area. All’inaugurazione, con stupore, abbiamo visto i primi cavalieri d’Italia. Davvero inusuale vederli in città. Della gestione della preziosa area florofaunistica, ne parleremo certamente con il Comune».

Beatrice Barberini

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