Palasilver riaperto ma subito sequestrato dalla Polizia locale
Ieri il bliz degli agenti dopo l’annuncio del riavvio Lodi: mancano autorizzazioni Ora tocca al pm decidere Il precedente del 2020
Avevano di nuovo annunciato la riapertura sui social, come l’anno scorso, in piena pandemia. Ed avevano immediatamente ottenuto il plauso di diversi utenti, in particolare famiglie con bambini, rendendo noti gli orari in cui si sarebbe potuto pattinare,a partire da domenica scorsa. Ieri però sono arrivati (di nuovo) gli agenti della Polizia locale, con un mandato di polizia giudiziaria per il sequestro preventivo della struttura. Risulta ci siano accertamenti in corso anche sulla posizione di un addetto della pista.
Il provvedimento è su iniziativa diretta della Polizia locale, «da giorni stavano seguendo l’attività di questa struttura che non ci risulta abbia i documenti in regola per poter aprire: non dimentichiamo - ha detto ieri sera il vicesindaco Nicola Lodi - che qualche anno fa era stata resa inagibile da un incendio e a seguito di un fatto del genere bisogna svolgere un preciso iter amministrativo per poter riaprire». Bisognerà però specificare un’ipotesi di reato penale, o di un rischio, per giustificare un provvedimento preso d’urgenza, senza la preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Ora la Polizia locale dovrà inoltrare la documentazione al pm Barbara Cavallo, alla quale spetterà la decisione di chiedere o meno al gip la conferma del sequestro.
È la seconda volta nel giro di un anno che il Palasilver si trova al centro di contestazioni da parte della Polizia locale. Nel dicembre scorso, nel pieno delle limitazioni Covid, la società che gestisce la struttura, Engievents di Lara Camanzi, aveva annunciato a sorpresa la riapertura, in quel caso la prima dal periodo segnato da abbandono e appunto da un incendio. Anche allora ci fu l’intervento della Polizia locale ma con una semplice telefonata, «non ho un verbale in mano quindi voglio verificare tutto» disse allora Camanzi, che ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni. In quel caso si fece leva sui codici Ateco della struttura, contestando la definizione di “spettacolo viaggiante” sotto il mantello della quale l’attività era ripresa. C’è anche un risvolto politico della vicenda, in quanto Camanzi è esponente di primo piano di FdI e già un anno fa c’erano state increspature in giunta e maggioranza.
S.C.
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