«Lavoro, il Focus Ferrara opportunità irripetibile»
Urban, direttore di Ascom Confcommercio, analizza l’ambito occupazionale «Servono riforme strutturali e fiscali per sostenere il settore terziario in crisi»
Gian Pietro Zerbini
Mercato del lavoro sotto i riflettori soprattutto in questa fase nevralgica per l’economia del territorio. A fare il punto ad una settimana dalla sigla del Focus Ferrara– alla presenza del presidente regionale Bonaccini e dell’assessore Colla nella sede istituzionale della Provincia con l’intervento di rappresentanti di Comuni, associazioni di categoria e sindacati – è Davide Urban, direttore generale di Ascom Confcommercio di Ferrara.
La recente firma del Focus Ferrara, il patto del lavoro e clima come impatterà concretamente sul nostro sistema territoriale?
«Si tratta di una grande opportunità. Tra l’altro come Ascom abbiamo il coordinamento fino a febbraio del 2022 del Tavolo dell’Imprenditoria che ha dato un suo contributo importante a questa Patto, dando voce unica a ben dieci associazione datoriali (agricoltura, artigianato, commercio, industria, servizi). Ora si tratterà di tradurre nelle schede progetto di enti ed associazioni in modo condiviso con tutte le parti sociali questa opportunità irripetibile. Ci sono filoni come quelli legati al turismo sostenibile che possono produrre allargamenti interessanti dal punto di vista occupazionale negli ambiti del commercio, turismo e dei servizi ampliando in maniera significativa la platea dei potenziali fruitori (persone con handicap temporanei o cronici) e di conseguenza degli occupati».
Acquisti on line, Grande distribuzione, in che misura – dal suo osservatorio – incidono o meglio riducono il lavoro e dunque l’occupazione nelle imprese di vicinato del terziario?
«Questo sono elementi che fanno parte della struttura del mercato: semmai la soluzione per sostenere il mercato del lavoro e dunque all’occupazione è dare concretezza – come sostiene la Confcommercio – ad una serie di riforme strutturali come un importante alleggerimento del cuneo fiscale e previdenziale; realizzando corpose moratorie fiscali, sostenendo il ruolo del credito e con un adeguata ristrutturazione delle esposizioni verso il sistema bancario. Le imprese del terziario hanno sofferto oltre misura l’emergenza sanitaria: se diamo loro respiro saranno in grado di ripartire e con loro l’occupazione».
Nel corso del vostro 75º anno di fondazione poche settimane fa avete premiato una dozzina di imprese virtuose e di lungo corso. Quale è la ricetta per affrontare questi mesi durissimi che stanno caratterizzando l’emergenza sanitaria? «Come Ascom è importante fornire un importante lavoro di rappresentanza e per quello che mi compete è erogare tutti i servizi di assistenza e consulenza affinché gli imprenditori si sentano supportati tecnicamente in tutti loro momenti di attività: dalla partecipazione bandi, alla sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro, agli indispensabili servizi di contabilità e paghe, alla formazione elemento imprescindibile. Oggi il rapporto con le imprese deve essere reinventato e reso ancora più flessibile. Non è un caso che alcune aziende abbiano scelto di ampliare le loro attività tradizionali per cogliere con coraggio nuovi segmenti di mercato: le abbiamo chiamate imprese possibili ed a queste abbiamo inteso dare visibilità sui nostri Social. Proprio facendo un lavoro fianco a fianco si possono affrontare le sfide».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
