«Giovani e sinergie Nuove risorse per lo sviluppo»
Il presidente Bellotti: abbiamo settori con molte eccellenze È importante intercettare anche i grandi progetti
Sviluppo economico nel territorio. Un tema che sta prendendo forza dopo la firma del Focus su Ferrara, con il patto per il clima e per il lavoro e alla luce anche degli stanziamenti previsti dal Pnrr.
In particolare la Cna di Ferrara è reduce dall’assemblea annuale e Davide Bellotti, presidente provinciale Cna, inizia il ragionamento con questa riflessione, a conclusione dell’assise dell’associazione degli artigiani.
«Vogliamo che Ferrara diventi la città metropolitana dei giovani e della conoscenza. È questo il progetto su cui Cna intende impegnarsi nei prossimi quattro anni, e sul quale è a chiedere l’impegno delle istituzioni: può essere la chiave di una nuova fase di sviluppo del nostro territorio. Le risorse del Pnrr vanno concentrate su questo».
Bellotti, come nasce il progetto di Cna?
«Dalle richieste delle imprese e da una lettura attenta delle esigenze del territorio. Non dimentichiamo che Cna è l’associazione imprenditoriale con più associati e più ramificata in tutta la Provincia. Questo ci permette di avere il polso della situazione e di comprendere le esigenze di chi opera sul territorio».
In questi mesi di emergenza sanitaria si è parlato molto della difficoltà delle imprese di reperire collaboratori e dipendenti qualificati.
«In realtà assistiamo a un vero e proprio paradosso: da una parte abbiamo un tasso di disoccupazione giovanile particolarmente alto nel nostro territorio; dall’altro abbiamo imprese che faticano a reperire personale: quasi il 70% (68, 5%, per la precisione) di quelle che abbiamo intervistato in un recente sondaggio dichiarano di non riuscire a trovare le figure professionali di cui hanno bisogno. È chiaro che un paradosso del genere si scioglie solo puntando sulla formazione e sull’istruzione superiore dei giovani, e sull’introduzione nelle aziende di contenuti scientifici e tecnologici avanzati».
Si sostiene spesso che il nostro territorio non offre ai giovani prospettive adeguate. Questa situazione può cambiare? E come?
«Se saremo capaci di introdurre nelle aziende contenuti innovativi le renderemo più forti sul mercato e le metteremo nelle condizioni di offrire prospettive professionali e/o imprenditoriali alle migliaia di giovani che studiano sul territorio. Sono 50.000 gli studenti nelle scuole superiori della provincia, 30mila all’Università di Ferrara. Questi giovani sono un patrimonio immenso, che dobbiamo trattenere il più possibile sul territorio».
È un progetto ambizioso, ma Ferrara ha davvero le forze per portarlo a compimento?
«Per sviluppare questo modello dobbiamo puntare su un valore chiave: l’eccellenza. Sviluppando progetti d’eccellenza possiamo mettere in comunicazione giovani, impresa, competenze e ricerca. Non mancano settori in cui Ferrara può eccellere: agricoltura 4.0, artigianato, manifattura di qualità, valorizzazione del patrimonio ambientale e artistico-culturale e altri ancora».
In questo progetto quali saranno i rapporti tra Ferrara e gli altri territori limitrofi della regione Emilia Romagna?
«Ho sempre sostenuto che Ferrara deve connettersi ai grandi progetti di sviluppo che maturano a livello regionale e nazionale. Puntare all’eccellenza significa anche questo. Le opportunità non mancano, anche nelle immediate vicinanze: si pensi al porto di Ravenna, per fare un solo esempio. La chiave di tutto è comprendere che l’eccellenza si ottiene soltanto creando sinergie, operando insieme, inserendosi nelle direttrici della comunicazione e del progresso tecnologico. Un invito che è risuonato più volte nel corso dell’assemblea annuale. Il ministro Bianchi, nel suo intervento, ha affermato che Ferrara ha le potenzialità per lanciare un nuovo modello di sviluppo: credo che abbia ragione, il nostro obiettivo in fin dei conti è proprio questo».
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