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L’aviaria non dà tregua Gli animalisti insorgono

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codigoro. Sono milioni gli animali finora abbattuti per contenere l’influenza aviaria ad alta patogenicità che da oltre un mese si sta diffondendo in Italia infettando tacchini, quaglie, polli e galline all’interno di allevamenti intensivi di Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Basti pensare agli ultimi fatti nella nostra provincia, che hanno visto l’abbattimento di 37.817 tacchini dell’allevamento avicolo situato all’interno della Società agricola Ca’ Delta a Codigoro il 20 ottobre e, poi, il sequestro dei tacchini a Lagosanto il 10 novembre nell’allevamento di via Valle Isola, la cui proprietà è della Società Agricola Alimentare

«L’influenza aviaria diffusasi a partire da ottobre 2021 negli allevamenti italiani sta condannando all’abbattimento diversi milioni di animali, a fronte di 102 focolai verificati come riportato dal Ministero della salute - dicono da Animal Equality -. Si tratta di numeri enormi, che mostrano ancora una volta quanto gli allevamenti intensivi e l’alta densità degli animali allevati siano fonte di rischi sanitari, veri e propri serbatoi di virus in grado di mettere a rischio la biosicurezza di tutti e il benessere degli animali coinvolti».

Secondo quanto riportato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, la maggioranza degli allevamenti coinvolti è di tipo intensivo. «Lo sfruttamento degli animali, maltrattati e costretti a vivere in condizioni pessime per quanto riguarda la loro salute fisica e psicologica, genera sempre più spesso gravi conseguenze anche per l’ambiente e gli esseri umani, ma è ora di fermare tutto questo», dichiara Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality Italia.

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