Pesca e ambiente La sostenibilità nelle attività di mare
I Flag dell’Alto Adriatico (Fisheries Local Action Group), il cui scopo è quello di elaborare una strategia di sviluppo locale ed il relativo Piano di Azione, per tradurre gli obiettivi in azioni concrete dotandosi di una struttura tecnica in grado di effettuare tali compiti, hanno dato il via al progetto di cooperazione interterritoriale Tarta Tur 2 per armonizzare informazioni e procedure sulla coesistenza tra pesca, acquacoltura e specie protette. Il progetto è stato illustrato durante la conferenza di lancio realizzata a Ferrara al Salone Europeo della Blue Economy Sealogy. Con la conferenza di lancio sono stati avviati i lavori tecnico scientifici del progetto Tarta Tur 2: riconciliazione tra attività di pesca, acquacoltura e specie protette che vede il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle Comunità locali della pesca dell’Alto Adriatico ovvero Flag Costa dell’Emilia-Romagna (Delta 2000 capofila), Chioggia e Delta del Po, Veneziano, e Friuli-Venezia Giulia.
Il progetto Tarta Tur 2, finanziato nell’ambito del Fondo Europeo per le Attività Marittime e Pesca – affronta le problematiche inerenti all’interazione tra pesca e specie protette (con specifico riferimento a tartarughe Caretta caretta, Tursiops truncatus e specie ittiofaghe) e persegue l’obiettivo di sistematizzare e uniformare informazioni e procedure tecniche ed operative nelle tre regioni coinvolte: Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. La tematica trattata da Tarta Tur trova un grande interesse in tutta l’area del bacino Alto Adriatico in quanto sono in corso di individuazione una serie di aree di tutela ambientale che interessano specie acquatiche e volatili.
I lavori della conferenza sono stati aperti da Lorenzo Marchesini, presidente del Flag Costa dell’Emilia-Romagna, che ha evidenziato quanto sia importante rafforzare le reti di relazione tra i produttori della pesca e il mondo della ricerca per favorire l’adozione e implementazione di pratiche sostenibili e rispettosi degli Habitat marini. «Siamo consapevoli – ha dichiarato Lorenzo Marchesini – che l’Alto Adriatico costituisca un’omogeneità dal punto di vista dell’interesse di gestione del patrimonio ambientale. I Flag hanno rappresentato un valore aggiunto, una strategia in più».
Sergio Caselli (vicepresidente del Flag Costa dell’Emilia-Romagna) ha concentrato il suo intervento sul concetto di sostenibilità nell’area Alto Adriatico dichiarando «condivido l’idea che tutte le attività che si svolgono in mare devono essere sempre sostenibili perché il mare va rispettato. Va ricercato un giusto equilibrio e un rapporto positivo e non conflittuale».
Nel panel della conferenza presenti anche Vadis Paesanti, Responsabile Feder-AgriPesca Confcooperative Emilia-Romagna, Andrea Portieri, Direttore Flag Gac. Chioggia e Delta del Po che. Le conclusioni sono state affidate a Vittorio Elio Manduca (Regione Emilia-Romagna) che ha dichiarato «Stiamo cercando di costruire regole comuni che vengano rispettate da un lato e dall’altro dell’Adriatico ma anche ridurre al minimo l’impatto possibile delle strutture».
Maurizio Barbieri
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