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Provincia, per la presidenza è duello Pagnoni-Padovani

Stefano Ciervo
Provincia, per la presidenza è duello Pagnoni-Padovani

I sindaci di Copparo e Mesola pronti a sfidarsi per centrodestra e centrosinistra Con dem e civici in lista Caleffi (M5s). Nella notte la chiusura delle candidature

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Ultime frenetiche ore di consultazioni e scambio di documenti per le elezioni dell’amministrazione provinciale del 18 dicembre, visto che tra oggi e domani le liste delle candidature alla presidenza e al consiglio devono essere consegnate. Il quadro si sta comunque delineando e presenta conferme e sorprese: nel centrodestra la candidatura al vertice del sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, è ormai acquisita mentre nel centrosinistra ci si sta orientando verso un sindaco al secondo mandato, e l’identikit corrisponde al primo cittadino di Mesola, cioè Michele Gianni Padovani. Sul territorio il dem lavorano tra l’altro ad un’alleanza, almeno parziale, con il M5s, candidando in consiglio la copparese Monica Caleffi.

Corsa a due

Il duello tra i due schieramenti “classici” si è definitivamente delineato quando ieri pomeriggio, a sei giorni dalla sua autocandidatura pubblica e a quattro dalla riunione dei sindaci di centrodestra che aveva preso atto con qualche tensione della proposta-Pagnoni da parte della Lega, Roberto Lodi ha fatto definitivamente un passo indietro. «Per sgombrare il passo da ogni possibile equivoco», anche sull’ipotesi di una lista civica alternativa, il sindaco di Terre del Reno ha fatto sapere «che non ho mai avuto alcuna intenzione di fare ciò e che condividerò qualsiasi scelta fatta dal centrodestra». Pagnoni a sua volta è apparso in grado di tenere unito il centrodestra più di altri nomi circolati nei giorni scorsi, anche perché man mano che vengono rifatti i conteggi dei voti “sicuri” dei consiglieri comunali del territorio (votano loro, non gli elettori direttamente) il vantaggio che sulla carta l’alleanza a trazione leghista dovrebbe avere, si assottiglia sempre più.

Padovani a sua volta è diventato il favorito per la sua esperienza e la capacità di attrarre consensi nel Basso Ferrarese, dove il centrodestra potrebbe avere difficoltà a mobilitare i consiglieri d’area.

Non ci saranno altre candidature anche perché il M5s non avrebbe chance e ha rinunciato a correre.

liste in ebollizione

Il consigliere pentastellato di Ferrara, Tommaso Mantovani, ribadisce il suo personale disimpegno, «sono rimasto alle posizioni originarie del Movimento, che chiedeva l’abolizione delle Province. Non è così per tutti, però». Il riferimento è appunto alla consigliera pentastellata di Copparo, che sfrutterà nel caso la possibilità offerta dal leader Conte di candidarsi in liste civiche.

Si chiamerà Ferrara Insieme, appunto, la lista del centrosinistra: dovrebbe essere imperniata su tre consiglieri dem del capoluogo, cioè Francesco Colaiacovo, Anna Chiappini e Maria Dall’Acqua, e su due centesi, Rosa Sandoni ed Eleonora Salsini. Tra i sindaci del territorio potrebbero farne parte Andrea Baldini (Argenta), Laura Perelli (Tresignana), Elena Rossi (Ostellato) e Flavio Tosi (Fiscaglia). Tra i candidabili c’è anche Alberto Astolfi (Riva del Po), ma il lavoro del segretario dem, Nicola Minarelli, è continuato in serata.

Stesse incognite, anche con qualche incertezza in più, per la “chiusura” della lista del centrodestra, Terre Estensi. Qui i problemi maggiori erano per la quota femminile, alla quale ieri sera erano in predicato di concorrere Daniela Patroncini (Vigarano), Rosanna Cinti (Comacchio) e Daniela Simoni (Riva del Po), assieme a Rita Canella (Tresigallo) e ad Elisa Trombin (Jolanda). Tra i sindaci i papabili erano Riccardo Bizzarri (Masi) e Simone Saletti (Bondeno). Da Ferrara potrebbero contribuire Francesco Carità e Ciriaco Minichiello, poi Ottavio Curtarello (Argenta), Alessandro Amà (Copparo) e Alessandro Guaraldi (Cento).

Stefano Ciervo

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