Reperti e futuro La consigliera chiede chiarimenti alla maggioranza
COMACCHIO. Il patrimonio archeologico di Comacchio è di grande importanza. La consigliera de La Città Futura-M5s Sandra Carli Ballola interroga l’amministrazione Negri per capire che strada intende percorrere per la tute la dello stesso.
Recentemente (maggio 2021) c’è stato l’ennesimo rinvenimento archeologico: in valle Pega, a poca distanza da Santa Maria in Padovetere, sono stati scoperti reperti di un grande edificio pubblico di epoca romana edificio di probabile relazione con l’ultimo dei ritrovamenti, quello del 2015 a Baro Zavelea (tra valle Mezzano e valle Pega). Scoperta a cui si accosta quella del ’76 costituita da un altro basamento in mattoni di 2 metri per 7. «In questi giorni, in seguito al progetto Value, sono in corso scavi a cura dell’Università di Venezia, presso Santa Maria in Padovetere e a Sant’Agostino, e si studiano le sepolture e i reperti rinvenuti - dice Ballola -. Considerato chetutti questi ritrovamenti vengono reinterrati, a meno che si cerchino finanziamenti e un progetto di valorizzazione e tenuto conto che nel nostro recente passato c’è un vulnus non rimarginabile: i meravigliosi vasi attici rinvenuti nella necropoli di Spina risiedono e sono esposti non a Comacchio ma a Ferrara, bisogna fare qualcosa».
Ecco quindi che la consigliera chiede « il perché non esista un itinerario archeoturistico per far conoscere Santa Maria Padovetere e vorremmo sapere se questa amministrazione intende definire un progetto serio e complessivo volto alla ricostruzione del passato di Comacchio, a partire dall’era antica, compiendo non occasionali campagne di scavi e valorizzando le testimonianze storiche».
Inoltre, «vorremmo capire se questa amministrazione intende far sì che la città possa dotarsi di una parte dei vasi di Spina, ora tutti conservati presso il museo nazionale di Spina a Ferrara per conoscere la sorte della nave romana di Valle Ponti, portata alla luce circa 40 anni fa e sapere se si intenda far conoscere alla cittadinanza i risultati degli ultimi scavi effettuati nel giardino antistante i ruderi di Sant’Agostino e conclusi qualche settimana fa».
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