Le aree costiere modificate condizionano le colture
Sono le sole produzioni orticole un reale punto di forza e caratterizzazione Forte contrazione dell’allevamento suino
L’agricoltura della zona costiera emiliano-romagnola ha forti relazioni con attività e produzioni realizzate anche in aree lontane da essa. D’altra parte, le caratteristiche delle aree costiere, notevolmente modificate e soggette a pressioni di origine antropica, con una estesa urbanizzazione soprattutto sul litorale meridionale, ne condizionano gli indirizzi colturali e le dimensioni, l’omogeneità e la continuità del tessuto agrario.
L’agricoltura della fascia costiera si presenta pertanto come un’attività interstiziale tra gli altri usi del territorio, che trova nelle sole produzioni orticole un reale punto di forza e caratterizzazione. Tali produzioni si sono meglio sviluppate nei suoli più idonei della seconda fascia costiera sino all’entroterra, in sostituzione dei seminativi.
Dai dati censuari e del Piano Regionale di Sviluppo Rurale (Prsr), si rileva, infatti, una forte contrazione dell’allevamento, bovino e suino, e della frutticoltura nell’area settentrionale, mentre si conserva l’indirizzo ortofrutticolo, legato anche alla richiesta locale del trainante settore turistico.
La specializzazione ortofrutticola è sostenuta dalla disponibilità di risorse idriche derivate dalle opere di bonifica e dai pozzi. La presenza dell’agricoltura irrigua di qualità è condizionata però dalla aumentata variabilità degli apporti di acqua dolce dai bacini a monte e dell’incremento dei fenomeni di intrusione di acqua salina, sia a livello di acquiferi sotterranei che di foci fluviali, che ne restringono gli ambiti di sviluppo o di mantenimento. Si registra inoltre un aumento delle aree a rischio di salinizzazione e danni crescenti alle colture per la non idoneità irrigua dell’acqua di falda.
Alle condizioni del particolare ambiente fisico si associano gli aspetti socio-demografici, poiché anche l’agricoltura della fascia costiera risente in gran parte delle problematiche legate alla presenza di aziende agricole di dimensioni medio-piccole, con ridotti investimenti in conoscenza e capitale umano. Il processo di invecchiamento degli operatori agricoli e il mancato ricambio potrebbero comprometterne il futuro o determinarne una profonda modifica strutturale e funzionale. Già ora, infatti, l’impresa agricola si distingue sempre più per un marcato approccio verso la multidisciplinarietà, con l’integrazione delle proprie attività all’offerta turistica costiera tradizionale. Da considerare infine le forti interrelazioni tra le attività agricole e gli ecosistemi forestali e umidi lungo la costa. Gli effetti delle misure agro-ambientali del Programma di Sviluppo Rurale, insieme alle altre misure messe in atto dalle politiche regionali, hanno indirizzato il settore agro-ambientale verso alti livelli di biodiversità, testimoniati dalla ricchezza di specie e habitat.
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