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Ricerca e sfruttamento di idrocarburi in mare Sono circa 38 i chilometri di metanodotti

Annarita Bova
Ricerca e sfruttamento di idrocarburi in mare Sono circa 38 i chilometri di metanodotti

Le condotte sottomarine (sealine) si estendono invece per una lunghezza totale di circa 600 km, raggiungendo l’area marina croata 

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il caso

Nel complesso sistema che sta mutando a causa dei cambiamenti climatici, il tema energetico è cruciale per la sua rilevanza strategica e socio-economica, per la sua dimensione transfrontaliera e per le sue attuali e potenziali interazioni con altri usi e con componenti ambientali rilevanti.

Il settore comprende diversi elementi: ricerca e sfruttamento di idrocarburi, anche in mare per mezzo di piattaforme off-shore. Tale attività contribuisce da sola all’estrazione del 48% del gas metano a livello nazionale. E comprende anche cavi e condotte: circa 38 km di metanodotti ed oleodotti collegano la zona industriale di Punta Marina con i terminali marini posizionati nei pressi del Porto di Ravenna.

il sistema

Le condotte sottomarine (sealine) si estendono invece per una lunghezza totale di circa 600 km, raggiungendo l’area marina croata nell’ambito di una joint venture tra l’italiana Eni e la compagnia petrolifera croata Ina. Per quel che riguarda i terminali Gnl (Gas naturale liquefatto), al momento sono assenti ma ricordiamo che è in atto una valutazione di impatto ambientale per la realizzazione di un deposito per la ricezione e lo stoccaggio di Gnl all’interno dell’area industriale del porto di Ravenna.

Energie rinnovabili: pur non essendo ancora presenti impianti off-shore per la produzione di energia rinnovabile, diversi progetti Europei, studi specifici hanno valutato e stanno valutando le potenzialità presenti e la loro fattibilità. L’industria degli idrocarburi in Italia è nata negli anni ‘60, ed è in Emilia-Romagna che l’estrazione del gas metano è stata storicamente più rilevante, essendo il territorio in cui è stato perforato il più alto numero di pozzi esplorativi sia a terra che a mare: 857 pozzi nel periodo 1960-2012 su un totale nazionale di 3.440 unità. Il trend attuale è confermato dai dati di produzione annuale (1980-2016) di gas metano a mare. Da quanto si evince dall’analisi del Piano industriale presentato da Eni per il periodo 2017-2020, si può prevedere la continuazione delle attività estrattive al fine di massimizzare il recupero delle riserve accertate. A conferma dell’interesse regionale per il settore e per le sue future prospettive nel quadro della Blue Economy, la Regione Emilia-Romagna e il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) a fine 2016 hanno siglato un accordo per la collaborazione nelle attività di sicurezza e innovazione nell’ambito della ricerca e coltivazione degli idrocarburi offshore e delle relative infrastrutture. L’accordo ha l’obiettivo di valorizzare le istanze economico-industriali delle estrazioni offshore per la ricerca e coltivazione di idrocarburi, nel rispetto della tutela dell’ambiente e in considerazione dello sviluppo della filiera turistico-ricreativa. Gli effetti del cambiamento climatico in corso sono già evidenti e riferibili all’incremento della frequenza e dell’intensità di eventi combinati (acqua alta, mareggiata, precipitazioni intense).

Annarita Bova

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