Insulti ai sacerdoti e a “Naomo” Solidarietà e tensioni in Consiglio
Scritte ingiuriose nei confronti dei sacerdoti ed il vicesindaco Nicola Lodi. Sono apparse ieri mattina sul basamento della colonna di piazza Ariostea, molto ben visibili e anche «ripassate più volte, in modo da far colare la vernice e renderne più difficile la rimozione», hanno spiegato gli esperti comunali che fino a ieri sera erano al lavoro per riportare il marmo bianco trattato con film protettivo anti-graffiti. «Quello che è successo non è democrazia, ma odio personale che travalica ogni limite – è stata la reazione di Lodi – Vili e assurde le offese rivolte alla Comunità cattolica alla quale esprimo la massima solidarietà, mentre per quanto riguarda me, è il successo di chi personalizza la battaglia politica». Lodi svela di aver tolto nei giorni scorsi bigliettini offensivi da viale Cavour, e che compaiono anche «scritte vicino a casa mia»: la Digos è al lavoro per verificare il collegamento tra questi episodi e rintracciare i responsabili.
«Una delle nostre piazze più belle si è svegliata così, offesa e deturpata da scritte offensive e senza senso - è la reazione del sindaco Alan Fabbri - Esprimo la massima solidarietà a Lodi, troppo spesso oggetto d’insulti e attacchi personali, e alla comunità cattolica per le vili offese». Parole simili da Davide Bergamini (Vigarano), dagli assessori Matteo Fornasini e Andrea Maggi, e da Idv. In Consiglio comunale è stato anche inserito d’urgenza (contrari all’urgenza Roberta Fusari, Anna Ferraresi e Ilaria Baraldi) una nota di solidarietà. Solidarietà ma anche polemiche. «Siete voi a innalzate il clima d’odio profondo, si chiama fascismo rosso», diceva Lodi ai consiglieri di opposizione. «È diventato un processo ai consiglieri del Pd», ha ribattuto Francesco Colaiacovo (Pd) annunciando l’astensione. Alla fine sì dalla sola maggioranza. «Discussione paradossale: bisognerebbe esprimere solidarietà a prescindere», ha aggiunto il sindaco.
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