«Giù le mani dai pini sani. Assassini» La protesta non ferma il cantiere sul viale
È iniziato ieri mattina il taglio degli alberi per la riqualificazione della località turistica. Il Comitato: «Non ci fermiamo»
lido estensi. Alle 9.45 di ieri mattina, il primo ramo degli ormai famosi pini di viale Carducci di Lido Estensi, è stato tagliato. “Assassini. Giù le mani dai pini sani”, le urla che hanno accompagnato il rumore delle motoseghe. Non erano tanti a protestare, ma chi c’era ci ha messo anima e cuore e qualche lacrima è anche scesa. Due fazioni opposte: gli ambientalisti da una parte e alcuni commercianti dall’altra, tanto che non sono mancati battibecchi e confronti accesi senza mai però mai andare “oltre”. Presenti anche i carabinieri, la polizia e la polizia municipale.
la demolizione
Via gli alberi, via Porta Venezia, già demolita, e via anche gli obelischi. Fino ad arrivare alla porta davanti alla Foresta nera, che però resterà su. Che il viale sarà più bello, almeno da come appare sulla carta, è cosa oggettiva. Da capire se il taglio degli alberi si sarebbe potuto evitare.
«Il punto – spiega Lucifero Falcone del Consorzio – è che poi viene vuoi che avevamo ragione noi, sarà impossibile tornare indietro. Qui ci saranno solo palazzi, cemento e tanto caldo nei mesi estivi. Io sono venuto qui dal veneto perché l’aria è buona, questi alberi sono fondamentali. Ma soprattutto sono sani e non si può non avere alternative all’abbattimento del 2021».
Alle 10 la porta Venezia è crollata. Un’enorme quantità di schiuma poliuretanica ha invaso la zona transennata, con gli operai che hanno riempito decine di sacchi in una mattinata limpidissima e fredda, in una Lido Estensi senza luminarie per le feste. «Avrebbero potuto aspettare almeno l’inizio del nuovo anno e darci la possibilità di lavorare in pace – lamenta la titolare di un’agenzia immobiliare –. Qui è un delirio tra ruspe, polvere e blocco del traffico». «No, devono fare subito, così saremo pronti per la primavera – rispondono pronti alcuni colleghi –, questa è una località turistica, il viale deve essere riqualificato».
la protesta
Sempre ieri mattina Marino Rizzati di Legambiente alle 8.30 è andato in caserma a Lido estensi a presentare un esposto, mentre Valter Zago assieme al presidente del Consorzio dei commercianti, Adamo Pavan, si sono posizionati dietro la rete in attesa che arrivasse la ditta per il taglio degli alberi.
«Abbiamo provato a telefonare al titolare della ditta incaricata a tagliare alberi – spiega ancora speranzosa Paola Battistini del Comitato cittadino di salvaguardia civico ambientale –; gli abbiamo spiegato che se da un lato il lavoro è lavoro, dall’altro prestarsi a tutto questo è rubare il futuro alle nuove generazioni. Alle volte bisogna anche dire di no. Sarebbe dovuto arrivare alle 9, sono le 9.30... forse hanno davvero cambiato idea».
E invece no. Dopo pochi minuti gli operai e i tecnici della ditta sono arrivati, si sono preparati e sono saliti sulla piattaforma. «Questi alberi hanno 85 anni e stanno benissimo. Sono e metà della loro vita e li stanno uccidendo senza motivo». Qualcuno ha urlato contro i dipendenti della impresa, mentre un coro unanime è partito contro il sindaco Pierluigi Negri e l’amministrazione. «Non è vero che rea già tutto fatto. Avrebbero potuto cambiare il progetto. La verità è che sta bene a tutti, che questo è il territorio del mattone altro che Parco del Delta».
La porta Venezia non esiste più. Le ruspe alle 10.30 si sono fermate e per tutto il viale, fino al tardo pomeriggio, è riecheggiato il rumore delle motoseghe. Lido Estensi si spoglia per indossare l’abito nuovo.
Annarita Bova
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