Non solo incendi: vigili del fuoco al servizio di arte e sicurezza
L’attività di soccorso tecnico urgente svolta dal nucleo speleo-alpino-fluviale A luglio recuperato a Fiscaglia un operaio rimasto bloccato a 50 metri d’altezza
«Quando un uomo diventa un vigile del fuoco, compie un atto di estremo coraggio. Quello che fa dopo rientra nelle sue normali mansioni di lavoro».
Un aforisma, quello di Edward Fitzgerald Croker vigile del fuoco statunitense che da fine ’800 si è tramandato ai giorni nostri e delinea in maniera assoluta il coraggio, la passione e la professionalità dei pompieri. Tra le specialità dei vigili dei fuoco vi è quella del nucleo Saf (speleo-alpino-fluviale). L’attività operativa del nucleo è svolta nell’ambito del soccorso tecnico urgente qualora siano richieste competenze e procedure in quota oppure in ambito marino o fluviale. La specificità degli interventi delle attività terrestri del Saf richiede una elevata professionalità nella esecuzione delle manovre ad alto rischio e deve sempre essere garantita l’incolumità degli operatori.
Le spettacolari tecniche in quota vengono garantite dalla presenza delle 25 unità degli operatori Saf in servizio nel territorio provinciale; appartengono inoltre al nucleo 17 vigili del fuoco specializzati nel soccorso fluviale e alluvionale e 11 soccorritori acquatici. A livello regionale è sempre pronto al un elicottero di stanza a Bologna, operativo su tutte le 24 ore con equipaggio Saf di livello avanzato.
Moltissime le attività svolte nel corso degli anni, non solo con l’obiettivo di salvataggio di persone, ma anche riguardanti la tutela del patrimonio artistico. Gli eventi sismici del nostro Paese hanno infatti richiesto numerosi interventi per rischi di cadute dall’alto e per la messa in sicurezza di campanili o antiche chiese.
«Prima di intervenire in questi ambiti è necessaria una completa progettazione e valutazione dei rischi», spiega il comandante provinciale Antonio Giovanni Marchese. Alcuni dei progetti vengono pianificati dallo stesso comandante (laureato in ingegneria e architettura), che in epoca di terremoto era stato nel nostro territorio.
Suo il progetto per la messa in sicurezza della chiesa di san Pietro a Cento, costruita tra il 1321 ed il 1373. Una volta eseguito il progetto, gli esperti del Saf hanno agito per la messa in sicurezza dell’opera. A dirigere il nucleo Saf provinciale è il sostituto direttore antincendi Luca Quintabà, mentre il coordinamento è affidato al caporeparto esperto Erasmo Bovina. È lo stesso Bovina a citare alcuni significativi interventi: «lo scorso primo luglio a Fiscaglia sono personalmente intervenuto a 50 metri di altezza dove un operaio è rimasto bloccato sul cestello della gru dove stava lavorando».
In quella occasione la persona bloccata aveva con se una lunga corda, attraverso la quale Bovina gli ha potuto fornire il materiale per l’intervento. Il caporeparto esperto ha inizialmente raggiunto un tetto situato a 30 metri di altezza attraverso l’autoscala. Attraverso le funi opportunamente preparate si è arrampicato fino ai 50 metri e ha portato in salvo il malcapitato.
Un ulteriore contributo al patrimonio artistico è stato dato nel 2019, quando nella crociera della chiesa di Santa Maria in Vado è stato ricollocata nella posizione originale la tela raffigurante l’incoronazione della vergine.
Stefano Balboni
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