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Lo skate park divide Il consiglio si scalda ma alla fine approva

Alessandro Bassi

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COPPARO. Si è tornato dunque a a parlare di skate park in consiglio comunale. Facciamo un passo indietro. L’amministrazione decide di chiuderlo, per ragioni di sicurezza, ma già un paio di anni fa il consiglio, con voto unanime, si impegna a realizzare una struttura alternativa. Nel corso dell’ultimo consiglio di Copparo, la minoranza del Pd e indipendenti, considerando anche che intanto è stata lanciata una petizione online che chiedeva di non azzerare la struttura, ha proposto un ordine del giorno che impegnava la giunta a inserire nel prossimo bilancio una quota per realizzare una struttura nuova.

L’assessore Bruna Cirelli, con un misurato intervento, ripercorreva la cronistoria, arrivava a spiegare che per vandalismi e pericolosità la struttura andava eliminata, ma che c’è l’intenzione di ricominciare da subito ricostruirla. Sono stati avviati dei contatti, e ci si è relazionati con la referente per la struttura, per discutere di tempi e di progetti. Soddisfazione da parte della minoranza, almeno fino a quando il capogruppo della Lega, Tumiati non sottolineava che era già stata deciso un passo in quella direzione, quindi votare questo Odg era superfluo. Nessuno ha detto che ci sarebbe stato un voto contrario, ma ovviamente la direzione in cui si andava era quella della bocciatura dell’ordine del giorno. Berneschi e Bassi, in interventi successivi, confessavano il disorientamento: «Dite che è una buona idea, che la metterete in atto. È quello che chiediamo noi, solo chiediamo sia fatto prima possibile. E voi volete bocciarla...». Proposta del centrosinistra di ritirare l’ordine del giorno e di firmare lo stesso presentato dalla maggioranza. Accuse di volere guadagnare crediti politici mettendo il cappello sulle proposte. Poi, alla fine, la decisione della maggioranza di astenersi, quindi un’approvazione a maggioranza con cinque voti favorevoli (unito anche M5s) e undici astensioni. E dopo schermaglie e tensioni, la battaglia certamente continuerà.

Alessandro Bassi

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