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Oggi cerimonia ricordo dei 4 partigiani fucilati

D.M.

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Berra. Settantasette anni or sono, il 3 dicembre 1944, quattro partigiani vennero fucilati nei pressi del muretto di cinta del cimitero di Berra da un plotone fascista perché, così recitano le carte d’archivio, trovati con le armi in pugno durante una retata compiuta partendo dal territorio di quel comune, in gran parte del basso ferrarese, in reazione all’attentato compiuto alla caserma della del paese che aveva causato la morte di quattro militi e il ferimento grave di altri due. Furono una cinquantina i berresi fermati dai fascisti il giorno successivo all’azione partigiana e smistati tra i carceri di Copparo e Codigoro.

Gli arresti proseguirono anche nei giorni successivi. Jaures Finotti (24 anni), Noradino Galli (22), Emilio Frenide Mingozzi (20), tutti berresi, e Severino Tagliatti di Formignana (35) arrestati, come ricordato, perché trovati armi in pugno, furono caricati con il parroco don Iorio Bui - che aveva sostituito don Ricci, fuggito in Romagna -, su un camion e portati al cimitero. Legati a due a due, scesero dal camion: appena slegati per accompagnarli alle sedie dove sarebbero stati fucilati alla schiena, Finotti e Tagliati tentarono la fuga. I fascisti uccisero immediatamente gli altri due e subito dopo inseguirono i fuggiaschi sparando alla cieca nel buio, riuscendo a colpirli, ma rischiando di uccidere anche il parroco che urlò, ed ebbe tonaca e cappello perforati dalle pallottole. Oggi l’amministrazione comunale di Riva del Po ricorderà quei momenti con il deposito di una corona al cippo commemorativo.

D.M.

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