Addio a Luigi Salvi, pilastro della frutticoltura ferrarese
Il fondatore dell'omonima azienda, che ha 2.000 dipendenti, avrebbe compiuto tra pochi giorni 92 anni. Il cordoglio del mondo imprenditoriale e del sindaco Fabbri: illuminato ed entusiasta
FERRARA. E' stato il pioniere della nuova frutticoltura ferrarese, Luigi Salvi, scomparso ieri, 3 dicembre, a quasi 92 anni al culmine di un'avventura imprenditoriale partita nel 1966 dopo l'approdo in città dalla Bergamasca e che ha generato una realtà aziendale da 2.000 dipendenti, tra il Ferrarese e diverse zone d'Italia, e oltre 200 milioni di euro di fatturato. Grande il cordoglio del mondo imprenditoriale e delle istituzioni cittadine.
Il sindaco Alan Fabbri parla di "un illuminato protagonista della propria storia imprenditoriale, che - in un percorso di passione, dedizione al lavoro, intraprendenza e capacità - ha costruito, partendo 'dal niente', come spesso ricordava, una realtà aziendale così importante. È grande il dolore e il cordoglio". L'azienda che porta il suo nome oggi è guidata dai figli Marco, Silvia e Giuseppe Paolo, a cui il sindaco esprime le condoglianze, "a nome dell'amministrazione comunale. Condoglianze estese a tutti i familiari".
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Fabbri ricorda gli incontri con Salvi, "ne ricordo l'entusiasmo e la vivacità nel parlare della sua attività, come se fosse al primo giorno di lavoro. La sua è stata una esperienza straordinaria, come uomo e come imprenditore. Ha
testimoniato con la sua vita un attaccamento sincero al territorio, è stato artefice di scelte e investimenti importanti che hanno portato posti di lavoro, ha contribuito a fare di Ferrara - tra le capitali della frutticoltura - un punto di riferimento e un'eccellenza a livello italiano, e non solo. E oggi quella Ferrara a cui dedicò la sua vita, la sua passione e il suo lavoro lo ricorda - e lo ricorderà - con commozione e affetto, certi che il messaggio che ha portato e che ha testimoniato rimarrà un insegnamento vivo per generazioni di imprenditori e di lavoratori".
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