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Alberone si prepara a tornare in chiesa Domani è festa doppia

Be. Ba.
Alberone si prepara a tornare in chiesa Domani è festa doppia

Alle 18 riapertura col cardinale Zuppi: si celebra l’Immacolata «Un cantiere complesso, ma l’edificio sarà uguale a prima»

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ALBERONE. Dopo quasi 18 mesi di cantiere finalmente ci siamo. Con un rush finale tutto d’un fiato sono giunti al termine i lavori di recupero della chiesa della frazione centese, una di quelle che doveva essere ancora aperta dopo le ferite del terremoto. Appuntamento aperto a tutti i residenti e i fedeli e in programma domani alle 18.

Insomma, a oltre otto anni e mezzo dagli eventi sismici che hanno colpito la nostra provincia (in particolare l’Alto Ferrarese), dopo un lungo e complesso intervento di ripristino, domani riapre la chiesa di Santa Maria del Salice di Alberone. A celebrare la messa della riapertura, alle 18, sarà l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Maria Zuppi.

Ovviamente, la riapertura della chiesa è un evento importante e atteso in un paese in cui il terremoto ha colpito pesantemente, danneggiando tutti i punti di riferimento, fra cui tutte le scuole. «Tra le chiese di mia competenza, quella di Alberone – ci ha detto il parroco, don Marco Ceccarelli – è una di quello che ci ha fatto più patire. Il progetto di recupero è del tutto particolare e complesso. A questo si è aggiunto il fatto che i lavori sono iniziati a ridosso della pandemia, per cui il cantiere ha subìto tutti i rallentamenti e i ritardi legati all’emergenza Covid».

DOPPIA FESTA

La riapertura del 5 dicembre ha una duplice valenza: «La chiesa è dedicata alla Madonna del Salice, per cui doveva essere aperta prima di mercoledì 8 dicembre. Qui celebreremo in maniera importante la festa dell’Immacolata».

Relativamente ai lavori, alcuni interventi esterni sono praticamente in dirittura d’arrivo e non è escluso che possano proseguire ancora per alcuni giorni. La priorità è stata data all’interno: è stato completato il recupero sostanziale della chiesa, la parte strutturale e appunto gli interni, e tutte le opere necessarie per avere l’agibilità.

Come detto, la chiesa alberonese subì pesanti ferita dagli eventi sismici del maggio 2012: «I muri perimetrali e il tetto hanno resistito alle scosse, ma la chiesa di fatto è implosa. All’interno, le colonne hanno resistito mentre tutte le volte sono crollate, schiacciando tutto ciò che stava sotto. Se le scosse fossere avvenuta in orario di messa, sarebbe stata una strage. A differenza delle altre parrocchie, la chiesa di Alberone ha riportato danni davvero significativi», dice il parroco.

E proprio da tutto questo deriva la complessità del progetto di recupero: «Sono state ricreate le volte, rivestite con fibra di vetro e trattate con un sistema fatto di martinetti, pronto a rispondere alle tensioni che si creano in caso di eventi sismici. La chiesa sarà sostanzialmente uguale a prima, solo più “leggera”, luminosa. Non ci sarà l’altare in marmo, perché la sua ricostruzione prevede una risistemazione di tutta l’area presbiteriale. Si è ritenuto prioritario riaprire - chiude don Marco -, in modo che la comunità possa tornare a vivere e a pregare nella propria chiesa».

La riapertura avverrà nel rispetto delle normative antiCovid, con mascherina e distanziamento. A sedere 150 posti disponibili. E alla fine della cerimonia il rinfresco.

Be. Ba.

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