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Così la tela del Ragno d’Oro cattura la voglia di ripartire

Alessandra Mura
Così la tela del Ragno d’Oro cattura la voglia di ripartire

L’associazione di Ostellato avviata nel 2016 coinvolge tutto il paese, e non solo Le attività sono a 360 gradi: spettacoli, serate benefiche, laboratori e convegni

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OSTELLATO. Secondo la leggenda, il Ragno d’Oro è una statua enorme di inestimabile valore nascosta tra le paludi che sommersero l’antica civiltà di Spina. E un po’ come il mitico idolo da cui prende il nome, anche l’associazione culturale attiva dal 2016 a Ostellato è uno dei tesori del nostro territorio da (ri)scoprire e valorizzare, dopo la pausa forzata della pandemia che ha trasformato l’aggregazione e la socialità - obiettivi del sodalizio - da occasioni di gioia a motivi di timore. Per questo il 2 dicembre - nel corso di una serata ai Vivai Zampieri per la realizzazione di ghirlande natalizie green - vedere i partecipanti chiacchierare e sorridersi, pur col necessario distanziamento, è già stato segnale di rinascita.

A dare il primo impulso al Ragno d’Oro è stato l’allora sindaco Andrea Marchi, preoccupato per le sorti del teatro Barattoni, la cui chiusura avrebbe fatto perdere al paese un pezzo della sua storia. Bastò parlarne ai suoi concittadini perché l’appello venisse raccolto, così una dozzina di persone (insegnanti, impiegati, libero professionisti) fondò l’associazione, presieduta da Sara Paoli, che con il sostegno del Comune e il costante supporto della Protezione Civile cominciò a gestire una parte importante dell’attività del Barattoni.

LE ATTIVITà

La lista di iniziative è lunga: serate benefiche a offerta libera per raccogliere fondi per la ricerca sulla fibrosi cistica, serate sociali, sempre a offerta libera, per la Giornata della memoria, o quella contro la violenza sulle donne, o ancora a sostegno dell’Ado. Tutte con un denominatore comune: dare spazio alle compagnie teatrali locali, anche extraregionali, per aiutare la comunità. A questo si affiancano spettacoli di compagnie dialettali, sempre molto apprezzate, ma ben presto la sfera di azione del Ragno d’Oro - associazione senza fini di lucro il cui motore è il tempo libero donato dai volontari - si è ampliata con sempre nuove collaborazioni. A cominciare dalla Pro Loco, che mette a disposizione mezzi e strumenti per organizzare eventi culturali in occasione di fiere e sagre, o del Natale.

Ci sono poi i laboratori artistici con il supporto dei Vivai Zampieri e del negozio di fiori Il Glicine, per insegnare ai partecipanti come realizzare le ghirlande natalizie, fare composizioni di piante grasse o pannelli decorativi (poi da conservare), richiamando persone di ogni età. E ancora: viene proposta la tecnica di rilassamento dei Bagni Sonori, con il negozio Mister Magoo si organizzano serate per imparare a realizzare candele o prodotti di cosmesi naturale, con l’Asd Ostellatese vengono promossi incontri di prevenzione del bullismo, ogni Natale vengono confezionati piccoli doni da consegnare alle scuole e al Centro di aggregazione giovanile, mentre con Atlantide si promuovono eventi culturali estivi per conoscere le Vallette.

Il punto di forza è dunque il coinvolgimento di tante realtà del paese: presentazioni di libri con la biblioteca, e l’istituzione di un premio che viene riconosciuto ogni anno a un concittadino che si è particolarmente distinto in campo professionale o sociale. E se il Covid ha messo a dura prova il cuore stesso dell’associazionismo, il Ragno d’Oro guarda già al futuro. In vista c’è un cineforum Arci (a cui il sodalizio è affiliato), e si sta lavorando con l’archeologo Marco Bruni, professionista del Comune di Comacchio, su una serie di convegni per far conoscere i siti archeologici del territorio. Un obiettivo che guarda al 2022, un altro passo verso la ripartenza.

Alessandra Mura

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