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GORO 

Il regolamento Copego è contro le donne Ancora una bocciatura

D.B.

Il Tribunale del lavoro ha respinto il ricorso del consorzio Consigliere regionale felice: «Fermata una discriminazione»

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GORO. Ancora una volta è stato bocciato dal Tribunale del lavoro di Ferrara il regolamento del Copego, impugnato dal consigliere regionale alle pari opportunità, Sonia Alvisi, perché ritenuto discriminatorio nei confronti delle donne. Già lo scorso aprile il giudice del lavoro Monica Bighetti aveva accolto il ricorso di Alvisi, disponendo per la nota cooperativa di pesca il pagamento di 20mila euro di risarcimento all’organo di garanzia, oltre alle spese legali. Stavolta a presentare ricorso era invece stato il Copego stesso, ma ancora una volta il giudice (stavolta Alessandra De Curtis) ha rispettato la precedente sentenza, ritenendo non corretta l’assegnazione giornaliera della quota di prodotto pescato, che va a svantaggio di donne fidanzate, sposate o con altri vincoli affettivi con il socio.

IL CASO

Tutto era partito da una denuncia di un ex socio, il quale aveva lamentato la non corretta applicazione della legge sulle quote. La parte di regolamento cooperativo bocciato dal giudice del lavoro, prevede che ai soci legati da vincolo affettivo di coppia (coniugati, conviventi o anche solo legati affettivamente) non venga riconosciuta una doppia quota di pescato, nonostante siano tenuti entrambi a svolgere i compiti di pesca e manutenzione affidati dalla cooperativa. Tale regolamento non è entrato in vigore e questa ulteriore decisione del giudice del lavoro non può che trovare l’appoggio del consigliere: «Il Tribunale ha confermato l’inesistenza di ragioni per continuare con questa discriminazione - ci dice Alvisi -. In Copego non si vede alcuna reale volontà di estendere il beneficio dei proventi e non solo in riferimento al rapporto di coppia, anche per altre parentele. Non si tiene in alcun conto la necessità di accudimento o sostentamento».

Alvisi non è sorpresa del ricorso: «Penso che nella cooperativa fossero convinti di vincerlo e ora hanno tempo fino al 29 dicembre per ricorrere ancora, alla Cassazione. Sono sempre più convinta si tratti di una questione assurda e ora la conferma della sentenza obbliga il consorzio a cancellare definitivamente questo regolamento, che pure era stato approvato dall’assemblea dei soci. Ora questa discriminazione cesserà».

Fra l’altro, lo stesso consigliere regionale (in quota al Pd), ha anche teso una mano al Copego: «Ho proposto loro di modificare quel regolamento insieme, ma non hanno accettato l’aiuto. Così dovranno rifarne uno nuovo. L’attività delle pari opportunità va avanti, bisogna sostenere queste battaglie».

D.B.

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