Case popolari, il Sunia: a decine in attesa di entrare
La Corte d’appello decide sul caso-discriminazioni e le assegnazioni sono ferme La causa può andare avanti per mesi. Colletta per la vincitrice del primo ricorso
I residenti che avrebbero diritto ad entrare nelle case popolari in base alla graduatoria varata a inizio anno «ogni tanto si fanno sentire, chiedono come siamo messi: noi siamo un po’ in difficoltà perché non abbiamo indicazioni precise del Comune, anche se abbiamo firmato un accordo, ci risulta tuttavia che le assegnazioni siano bloccate in attesa delle decisioni del tribunale sul ricorso». A parlare è Maurizio Ravani, segretario del sindacato inquilini Sunia, che non riesce a fare il quadro di quanti aventi diritto sono ancora in attesa, dei circa 160 che avrebbero dovuto esaurire la 32ª graduatoria, in quanto l’amministrazione comunale non fornisce i dati nemmeno a loro. Resta il fatto che l’accoglimento del ricorso di una donna di origine pakistana contro i maxi-punteggi assegnati alla residenza in città, criterio definito «discriminatorio» dal tribunale di Ferrara, e la decisione del Comune di ricorrere in appello hanno avuto effetti pesanti sulle assegnazioni.
Il 14 dicembre c’è la prima udienza in Corte d’appello a Bologna, che dovrà decidere anzitutto sulla sospensiva dell’ordinanza del tribunale, la cui applicazione comporterebbe l’inserimento nella graduatoria in essere di un certo numero di non residenti storici, tra i quali molti stranieri. In caso di diniego si andrebbe a discutere del merito dell’opposizione del Comune, con tempi incerti ma sicuramente misurabili in parecchi mesi. Nel frattempo che fine faranno gli aventi diritto in attesa, e quanti speravano nella nuova graduatoria, con 75 appartamenti ristrutturati che Acer si prepara a mettere a disposizione? «Se il Comune avesse applicato subito l’ordinanza del tribunale, tutte le case disponibili sarebbero già state assegnate» fa notare Gian Andrea Ronchi, il legale che ha seguito il caso per conto della ricorrente. L’avvocato ricorda la fase di conciliazione precedente alla sentenza, nel quale il Comune si è mostrato «non disponibile a cambiare in alcun modo il suo orientamento», è sempre il legale a parlare.
Venerdì è in programma un Tavolo provinciale delle politiche abitative per parlare degli investimenti Pnrr, gli inquilini sperano di poter fare il punto anche sulle politiche abitative.
Intanto è stata lanciata una raccolta di generi di prima necessità in favore della donna che ha vinto appunto il ricorso in primo grado, ma è fuori casa con i suoi due figli. Poiché da ottobre è “congelato” il suo assegno di cittadinanza, l’associazione Portamico che la sta aiutando ha organizzato una raccolta di alimentari, vestiti, giochi e materiale scolastico: base al circolo Pd Gad, in via Ortigara, fino al 23 dicembre.
S.C.
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