È morto il vigile del fuoco Marco Galan In coma da oltre 15 anni dopo un incidente
La mamma Laura racconta il lungo calvario del figlio che si è spento la notte scorsa a 58 anni: ha raggiunto in cielo papà Toni
IL LUTTO
Gian Pietro Zerbini
Quasi 15 anni e mezzo di coma a seguito di un gravissimo incidente sul lavoro per una storia che aveva commosso tutta la città e attivato tanti cuori e solidarietà nei confronti di un vigile del fuoco che ha visto la sua vita rovinata per sempre e in maniera irreversibile da una tragico infortunio. L’altra notte il grande cuore di Marco Galan, 58 anni, che per tutto questo lungo periodo aveva lottato tra sonde e apparecchiature sanitarie, ha cessato di battere, per sempre, ponendo così fine ad una storia dolorosa.
«Era ancora talmente bello che sembrava un ragazzo - dice commossa mamma Laura - non pensavo se ne andasse così, evidentemente papà Toni (morto nel gennaio 2020) lo ha voluto con sè. Con il papà era quasi in simbiosi. Negli ultimi giorni abbiamo avuti problemi a gestirlo e ha cominciato ad avere problemi per cui domenica è stato trasferito all’ospedale di Cona dove poi è morto dopo un paio di giorni».
Laura Aguiari attualmente è in carrozzina, assistita da infermiere romene che in questi anni hanno aiutato la famiglia Galan, giorno e notte.
Il ricordo della madre
«Sono qui per miracolo dopo aver compiuto 80 anni- dice la donna, ricordando che nei mesi scorsi le è scoppiata l’aorta addominale - i medici mi hanno presa per i capelli. Pensando a Marco quali cose mi passano per la mente? Mio figlio era trasparente, di animo molto buono, portava spesso gli occhiali scuri perché se doveva fare il severo diceva non ci credeva nessuno, cominciava a ridere già con gli occhi prima ancora che con la bocca. Purtroppo da quel tragico giorno del luglio 2006 non abbiamo più sentito la sua voce, non vedeva e non mangiava più. È stato un vero calvario, non abbiamo avuto il coraggio di abbandonare Marco».
«È stato un figlio fantastico - prosegue mamma Laura, cercando di dosare le emozioni forti - era sempre disponibile e fin da ragazzino ha lavorato come volontario in via Cisterna del Follo alla Croce Rossa. L’anno del diploma all’Iti dovetti andare dal preside per ottenere la giustificazione di entrare dopo, perché lui smontava dal turno dal distaccamento di Portomaggiore come volontario e andava poi a scuola in divisa. Ha fatto anche il servizio civile alternativo al teatro Comunale.
La mamma di Marco Galan ritorna poi per un attimo a quel 26 luglio di 15 anni fa quando l’incidente ha schiacciato al figlio i polmoni con 38 fratture alle costole, la milza da togliere.
«Mio marito - dice - ha sperato fino all’ultimo che potesse riprendersi, poi lo abbiamo portato a casa, allestendo per lui una sorta di piccolo ospedale dopo potergli assicurare le cure necessarie a tenerlo in vita».
spedizione in Antartide
L’inverno prima dell’incidente Marco Galan aveva partecipato ad una spedizione in Antartide per conto dell’Enea.
«Per lui - racconta ancora la madre - è stata un’esperienza bellissima. Quando è tornato dall’Antartide aveva un patrimonio di fotografie e doveva fare una mostra. Ma non ha poi avuto il tempo di organizzarla e di allestirla. Ad aprile infatti era impegnato con la Vulandra, lui era un grande appassionato di aquiloni, li costruiva».
Mamma Laura coglie l’occasione anche per ringraziare tutte le persone che sono state vicine a Marco in questi anni: amici, colleghi, operatori sanitari: «Ora mio figlio ha raggiunto il suo caro papà».
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