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luigi salvi (1929-2021)  

L’omaggio al re della frutta «Ci hai insegnato a vivere»

Marcello Pulidori
L’omaggio al re della frutta «Ci hai insegnato a vivere»

Folla alla camera ardente allestita ieri mattina nello stabilimento di via Bologna Su un grande schermo le immagini della sua epopea iniziata a Ferrara nel 1966

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Marcello Pulidori

Un saluto che si riserva soltanto a chi ha lasciato una traccia nel corso della sua vita, una traccia destinata a rappresentare una direttrice di marcia nella vita di tante altre persone. È stato caratterizzato da questo fil rouge il momento di raccoglimento, ieri mattina a partire dalle 10, nella camera ardente allestita in via Bologna 714 sotto uno dei tanti capannoni frutto dell’ingegno e della passione di Luigi Salvi e che ieri, appunto, sono stati il teatro dell’ultimo saluto al fondatore dell’impero della frutta che Ferrara oggi “esporta” in tutto il mondo.

Nato il 12 dicembre 1929, Salvi avrebbe compiuto 92 anni tra pochi giorni. Pioniere della primissima ora, imprenditore con le radici nel Bergamasco ma il futuro (dal 1966) a Ferrara, Luigi Salvi è stato un grande esempio per generazioni di imprenditori. E non soltanto nel settore della frutta dove ormai la “Salvi” esporta in ogni parte del mondo, forte di oltre 3mila dipendenti. Numerosissime le persone che ieri, sfidando un vento gelido che ha iniziato a soffiare fin dalle prime ore del mattino, si sono messe in fila per rendere l’ultimo, grande omaggio a Salvi, lì nella sua «casa – come ha ricordato più tardi il figlio Marco – qui dove ha costruito tutto quello che vede e che oggi rimane alla nostra famiglia».

Tra coloro che non si sottraggono, che non possono intimamente sottrarsi a un ultimo saluto, c’è anche Ubaldo Spanu, uno degli ultimi autisti di Luigi Salvi, oltreché amico di vecchia data: «La sua ultima scoperta – svela Spanu – sono stati i kiwi gialli che era andato a scovare fino in Nuova Zelanda e che ora si trovano sui mercati di tutto il mondo». Ieri mattina, oltre a Marco Salvi, un passato come grande promessa del calcio ferrarese, e un presente fatto di lavoro dirigenziale nell’azienda paterna, c’erano Silvia e Giuseppe, i fratelli ai quali ora tocca l’onere e l’onore di portare il grande marchio di famiglia. «Mio padre ci lascia una eredità che è, prima di ogni altra cosa, morale – ha detto, commosso, il figlio Marco – la passione per il lavoro, il rispetto dei collaboratori, l’amore per la vita in tutte le sue forme, e poi ancora – ha detto Marco – le “invenzioni” delle fragole e dei kiwi, oltre ai lanci storici di mele e pere. Aveva una capacità di creare notevolissima – ha detto ancora Marco Salvi – ha fatto in modo di renderci capaci, responsabili. Questo è quanto ci lascia nostro padre».

Bergamasco di nascita (Cenate Sotto) come gran parte dei suoi figli, Luigi Salvi aveva raggiunto Ferrara nel 1966, e qui aveva fondato la “Salvi Frutta” e la “Salvi Vivai”. Aziende che nel corso degli anni si sono consolidate a tal punto da diventare passaggi imprescindibili del settore. Quando a Ferrara si parla di frutta è difficile riuscire a “saltare” l’azienda fondata da Luigi Salvi. Ciò nonostante, Salvi non aveva rinunciato a sperimentare nuove tecniche di coltivazione, e i suoi prodotti ortofrutticoli sono ancora oggi tra i migliori nel mondo.

Commendatore della Repubblica, ma ancor di più personaggio ammantato di prestigio in tutta Italia per le sue comprovate doti, nessuno lo ha mai sentito sbraitare o pretendere. Ma proprio per questo ha saputo conquistare la stima di tutti.

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