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La sentenza del 2020 

Quel tragico collaudo con l’ultima condanna per l’ex comandante

Quel tragico collaudo con l’ultima condanna per l’ex comandante

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Era il 26 luglio 2006 quando Marco Galan stava collaudando un cavo d’acciaio collegato a due veicoli di servizio, nel piazzale della caserma, in tensione e sollecitato a sforzi: un corriere col suo furgone venne fatto entrare nella caserma, transitò nel piazzale e agganciò, non vedendolo, quel cavo d’acciaio, spostando uno dei due veicoli cui era collegato: quello più vicino a Galan lo travolse passandogli sopra.

A dicembre 2020 c’è stata la sentenza definitiva, il sigillo apposto dalla Corte dei Conti a tutti gli strascichi giudiziari del caso. Non quelli penali definiti da tantissimi anni, ma sui danni che lo Stato italiano ha chiesto all’ex comandante dell’epoca Michele De Vincentis, già condannato nei vari processi penali per non avere garantito la sicurezza sul lavoro, in quel piazzale, quel maledetto pomeriggio di 15 anni.

I giudici della Corte dei Conti di Roma (in sede di appello, dunque) hanno rivisto la precedente sentenza della Corte di Conti dell’Emilia Romagna che risale al 2015. E dopo oltre 5 anni i giudici hanno rivisto e ridotto la “condanna” al pagamento per la tragedia che l’ex comandante De Vincentis non ha, di fatto, saputo evitare. Nel 2015 era stato condannato al pagamento in favore del ministero dell’interno di 368.750 euro a fronte della somma che lo stesso ministero aveva pagato a Marco Galan e ai suoi familiari, per le «gravi ripercussioni fisiche» e il «successivo coma irreversibile» subiti in servizio. I giudici romani però avevano ridotto ulteriormente nell’ultima sentenza di fine 2020 la condanna a quasi la metà, a 200mila euro, e lo hanno fatto attribuendo una sorta di concorso materiale di Galan nell’incidente.

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