Al Tar il Comune ha battuto Vodafone Legittimo il no alle antenne in via Bologna
Fabio Terminali
CENTO. Amministrazione comunale di Cento batte Vodafone. La materia al centro del contendere è quella della localizzazione degli impianti per la trasmissione dei segnali per la telefonia mobile, l’arbitro tra le parti il Tribunale amministrativo dell’Emilia Romagna.
L’origine della vicenda risale al 2015, all’epoca della giunta guidata dal sindaco Piero Lodi, quando il colosso della telefonia fa richiesta al Comune di collocare una stazione radio base nella zona di via Bologna. Nel febbraio 2016 arriva la risposta: è un no all’autorizzazione, sulla base del regolamento in materia di installazione di nuove antenne che il consiglio comunale aveva approvato pochi mesi prima, un documento che limita l’autodeterminazione dei gestori e impone regole specifiche a tutela della salute dei cittadini.
Immediato il ricorso al Tar da parte di Vodafone Italia. Le richieste? Annullamento del provvedimento di rigetto dell’istanza formulata dall’azienda e contestazione della legittimità del regolamento comunale. Di recente i giudici amministrativi si sono espressi tramite sentenza. “Esito irricevibile” è stata la pronuncia dei componenti della seconda sezione del Tar presieduta da Alessandro Cacciari, relatore Marco Morgantini. Mentre il Comune di Cento era rappresentato dall’avvocato Matteo Ceruti di Rovigo. Inoltre, i giudici hanno condannato Vodafone Italia al pagamento delle spese sostenute dalle parti nel procedimento, per un totale di 4.377, 36 euro, che proprio pochi giorni fa sono stati ufficialmente incassati dal Comune.
La materia è scottante, i contenziosi tra i Comuni e le aziende di telefonia mobile stanno infittendo i palazzi di giustizia e sul 5G si giocherà una partita importante. Nel Centese le antenne attive sono una trentina. Recenti le richieste di nuova installazione da parte di Iliad (via Vespucci a Renazzo e uprading in via S. Liberata a Cento).
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