Il vaccino per i bimbi da 5 a 11 anni Tra i genitori dialogo e contrasti
La nuova opportunità apre discussioni in famiglia. Molti aderiranno alla campagna ma c’è chi dice: i piccoli non stanno male
C’è chi vaccinerebbe il figlio piccolo solo «se questo rendesse immuni, ma visto che così non è… in più il Covid colpisce i più piccoli in maniera leggera» e chi ritiene che le «forme lievi dell’infezione» non siano «una certezza». Al pediatra che ha suggerito di fare «la vaccinazione subito» sono arrivate queste risposte. Dalla prossima settimana sarà possibile vaccinare anche i più piccoli e le famiglie non la pensano tutte allo stesso modo. «Per me non farebbe male farlo», sottolineava ieri una nonna ai cancelli della scuola elementare Rossetti, pensando al nipote attualmente in dad e rimettendo comunque la questione ai genitori («devono decidere loro»). La nuova opportunità fa discutere. «A casa viviamo un po’ un conflitto: mia moglie, infermiera, li vaccinerebbe (i figli di 9 e 6 anni), io no, per un fatto che è matematico», raccontava Francesco Giori (lui già alla terza dose) considerando la «probabilità irrisoria che un bambino possa star male davvero e andare in terapia intensiva intubato: è come prendere un fulmine in pieno giorno».
Poi, aggiungeva toccando il ferro del cancello vicino, «in questi anni di Covid tutta la nostra famiglia non è mai stata contagiata, non abbiamo mai avuto casi di Covid nonostante siamo venuti a contatto con gente attiva o che ha avuto contatti. Probabilmente fortuna e sistema immunitario hanno fatto il loro “dovere”. Il problema vero è prendere il Covid ed essere asintomatici, così ci si contagia». I bambini «vivono in contesti familiari dove ci sono nonni, per esempio, e potrebbero essere comunque dei portatori: per uscirne penso che la strada sia quella della vaccinazione» diceva infatti un’altra mamma della Rossetti, Ermira Rama: «Io sono favorevole al vaccino, ho fatto tutte e tre le vaccinazioni che c’erano da fare. Del resto tutte le malattie le abbiamo debellate grazie ai vaccini, ritengo quindi che sia giusto vaccinarsi».
«Sono a favore – diceva un’altra mamma – perché credo che i bambini vadano protetti: è ovvio che la paura l’abbiamo tutti ma credo che se non abbiamo le competenze per mettere in discussione quello che viene deciso da specialisti...». Un papà si diceva d’accordo «in linea generale e teorica: dal punto di vista pratico, al momento la sperimentazione fatta in fretta sulla fascia bambini è scandalosa. Quando gli adulti si sono sottoposti al vaccino la sperimentazione era già stata eseguita su milioni di persone, sui bambini è stata fatta su 2mila casi». Il nonno Gian Carlo Pederzini concordava «con la vaccinazione, anzi dispiacerebbe il contrario. Ma sono i genitori che devono decidere».
«Lo faremo – commentava Laura Menarini – sperando così che la situazione migliori».
Giovanna Corrieri
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