«La Wertmuller ispirò il nome Buskers»
Il nome Ferrara Buskers Festival lo dobbiamo a Lina Wertmuller. Lo rivela Stefano Bottoni, il fondatore del celebre evento che nel 2022 compirà 35 anni e che tra le sue anime conta anche Lucio Dalla ospite nel 1989. Proprio alla celebre regista (la prima in corsa per l’Oscar nel 1977), scomparsa ieri a Roma, Bottoni si è ispirato per coniare il nome del festival. «Era il 1987, stavo lavorando al progetto di un grande evento dedicato agli artisti di strada – spiega lo stesso Bottoni – Avevo in mente di chiamarlo con un nome completo, capace di contenere tutti gli elementi che mi stavano a cuore: Ferrara, la mia città, irrinunciabile citarla, buskers, il cuore del progetto, e il concetto di Festival per il rimando, nella sua matrice, alla parola festa. Suonava lunghissimo e – a qualcuno – pure cacofonico. Ero in forte dubbio. Poi mi venne in mente lei, la Wertmuller, e quei suoi: Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto e “Mimì metallurgico ferito nell’onore. Pensai: se una grande regista ha sdoganato titoli così, anche la mia idea non stona. Inconsapevolmente lei mi suggerì di perseverare. E così mi convinsi. Quando registrai il nome in Camera di Commercio ci fu chi eccepì qualcosa, ma non fu un problema. Andai convintamente avanti sulla mia idea, ispirata dalla grande Wertmuller. Ancora una volta lei ebbe ragione».
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